Protesta Scaffali vuoti nei negozi e distributori di benzina a secco dopo il terzo giorno di sciopero
Dopo il terzo giorno di blocchi l'Abruzzo è quasi in ginocchio. Scarseggiano i rifornimenti nei negozi, molte pompe di benzina sono a secco e diverse attività industriali hanno dovuto interrompere la produzione. Le centinaia di autotrasportatori che controllano i nodi strategici della viabilità abruzzese hanno già raggiunto un risultato, dimostrando la propria centralità per la vita economica e sociale del Paese. La protesta però continua. «Dispiace che ci si accorga di noi soltanto in queste occasioni - osserva Maurizio Longo, segretario nazionale di Trasporto Unito, la sigla che ha promosso la mobilitazione dei camionisti - ma se sono legittime le proteste dei lavoratori delle ferrovie, delle compagnie aeree e del trasporto pubblico stradale, lo è anche la nostra». L'associazione di categoria ha dettato la linea "zero tensioni": «Chiediamo a tutti di evitare pressioni e incidenti, lasciando che a manifestare sia soltanto chi effettivamente lo desidera». Dall'Abruzzo, però, giungono segnali contrastanti. Sono ancora numerosi i blocchi attivi sull'A14, ai caselli di Pescara sud, Città Sant'Angelo, Roseto, Giulianova, Val Vibrata, Ortona, Val di Sangro, Lanciano e Vasto sud, e sull'A25, alle uscite di Aielli, Magliano dei Marsi, Pescina, Villanova, Chieti e Avezzano. Alcuni testimoni riferiscono di camionisti che con la massima gentilezza esortano i colleghi ad arrestare il proprio percorso e a unirsi alla protesta. Chi si oppone, però, viene affrontato a brutto muso, tra invettive, gomme dei mezzi tagliate e tir danneggiati. Fino al caso limite di un uomo che non ha rispettato il blocco ed è stato preso a pugni e sassate all'uscita di Val Vibrata. «Esprimo tutto il mio rammarico per questi episodi - ribatte Longo - comportamenti di questo tipo sono fuori dalla nostra linea e fanno passare messaggi sbagliati». Le forze dell'ordine per ora mantengono la linea soft. A Città Sant'Angelo, in seguito all'intervento del questore di Pescara, Paolo Passamonti, e degli uomini della Digos, alcuni tir hanno ripreso il loro cammino. A Val di Sangro, dove è in atto uno dei blocchi più massicci, la polizia ha scortato i camionisti che hanno deciso di rimettersi in marcia. L'emergenza rifiuti, dopo Lanciano, colpisce anche la Val Vibrata, dove i mezzi della Poliservice sono senza gasolio e l'immondizia è abbandonata da tre giorni nelle strade. Ripercussioni anche sull'industria, con la Sevel di Atessa, costretta a sospendere la produzione. Più in generale tutto il distretto della Val di Sangro è paralizzato: da ieri sono ferme anche Honda, Honeywell, Hydro, Irma, Ergom e Bimo. Soffre il comparto agroalimentare, con enormi quantità di prodotti alimentari deperibili bloccate nelle strade. I conducenti di tre autocisterne dirette in Molise, contenenti 600 quintali di latte crudo raccolti tra i produttori abruzzesi, ieri sono stati fermati a Petacciato, lungo la Statale 16, ed esortati «a non provare a ripassare il giorno successivo». Sempre più vuoti, nel frattempo, gli scaffali dei supermercati abruzzesi. Dalle località più interne della regione il problema si è esteso alla costa e ai centri più popolati: le forniture non arrivano e, a seconda delle zone, mancano beni alimentari di ogni genere. E' anche emergenza carburante, con lunghe file ai distributori e pompe della benzina che in diverse aree della regione sono già a secco.