È una «calda raccomandazione» quella che ha fatto monsignor Giovanni D'Ercole a Carlo Giovanardi. Un invito a confermare il finanziamento per i progetti della Fondazione Abruzzo Solidarietà e Sviluppo. Monsignor D'Ercole nell'inchiesta sui Fondi Giovanardi è indagato solo per aver violato il segreto istruttorio dopo essere stato ascoltato in procura, rivelando a un altro indagato, Fabrizio Traversi, «segreti inerenti il procedimento penale». Ma da poche ore è online anche l'audio dell'intercettazione tra D'Ercole e Giovanardi che mette in evidenza come il prelato temesse che il commissario Chiodi ostacolasse il conferimento del finanziamento di circa nove milioni di euro. Un progetto che sarebbe stato apprezzato anche dall'onorevole Pierluigi Mantini (Udc). «Noi abbiamo creato questo qui per fare in modo che si faccia qualcosa perché sennò non si fa nulla. Abbiamo messo in rete tutte le strutture possibili, tutti i comuni, tutte le associazioni». Ha detto D'Ercole che però ha capito che a qualcuno potrebbe dare fastidio. «Volevo soltanto dirti questo: siccome è ovvio che con questo nostro progetto probabilmente daremo fastidio a qualcuno, faranno un po' di questioni. Mi raccomando: tieni la barra ferma», ha detto il vescovo. E questa «calda raccomandazione» viene sposata da Giovanardi. «Ma ti immagini! Ma io ho solo bisogno che voi.. cioè, che chi mi può dare il disco verde che è il commissario di governo mi dica "spendi" e io vengo lì con i soldi cash...», ha affermato il parlamentare. D'Ercole replica che «il commissario di governo troverà tutti i cavilli». Non solo il commissario. «Ma il commissario o il vice commissario?». «No, ma tutti e due a questo punto sono un po'... sono un pochettino così, perché evidentemente la ragione di fondo è che siccome vedono che quello che dovevano fare loro non lo hanno fatto». EGiovanardi ribadisce la volontà di fare qualcosa per L'Aquila. «Ce li ho qua i soldi... che alla fine... veramente una cosa incredibile. Comunque, io aspetto ancora un po', poi risollecito il commissario, se magari tramite Cavaliere che è qua e poi dico "amico, io ho polemizzato con il sindaco, ma a me non mi fa mica (...) lo schieramento politico. Se devo polemizzare con uno del Pdl ci penso due secondi, ma proprio non me ne può fregare di meno». E monsignor D'Ercole conclude ribadendo la sua volontà. «Ecco, io ti dico soltanto questo: noi stiamo lavorando seriamente, l'unico obiettivo è quello di fare in modo che tutto il territorio si metta in moto, perché altrimenti non... ». Un territorio che adesso è fermo.