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Data: 26/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Grandi Rischi, Bertolaso entra nel processo. Il pm acquisisce la sua telefonata con la Stati e l'intervista rilasciata su «La 7»

Resta confermata la sua audizione in aula l'8 febbraio nonostante la denuncia inoltrata contro di lui dall'avvocato Valentini

L'AQUILA. L'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, entra nel processo alla commissione Grandi Rischi: il pm ha inserito agli atti la trascrizione della sua telefonata all'allora assessore regionale, Daniela Stati, il giorno prima della riunione della commissione.
Inoltre, lo stesso pm, Fabio Picuti, ha comunicato alle parti di avere inserito agli atti pure la registrazione della trasmissione andata in onda domenica scorsa su La7, «Ma anche no», condotta da Antonello Piroso, nella quale è intervenuto Bertolaso. Questi ha sostenuto di non avere paura di diventare il capro espiatorio di quanto addebitato alla commissione grandi Rischi, di non temere di rischiare di passare dallo status di testimone a quello di indagato lamentandosi anche di essere accusato di tutto quello che non è andato nella vicenda terremoto.
Nella telefonata alla Stati, Bertolaso, parlando della riunione del 31 marzo, diceva che si trattava di un'operazione mediatica adottata non perché si avesse paura, ma per tranquillizzare tutti.
Nelle parole di esordio della conversazione egli parla di «zittire subito qualsiasi imbecille», il riferimento indiretto è al tecnico Giampaolo Giuliani che nel corso dello sciame sismico ha continuato ad annunciare altri terremoti basandosi sull'aumento dei valori dal gas radon. Probabilmente Giuliani, per una parte della comunità scientifica nazionale costituiva un problema. «Devi dire ai tuoi di non fare comunicato dove non sono previste altre scosse di terremoto», disse ancora Bertolaso alla Stati, «perchè quelle sono cazzate, non si dicono mai queste cose quando si parla di terremoti». La Stati, in alcuni passaggi chiede scusa a Bertolaso, per il resto si limita ad ascoltare. Ecco il resto del discorso di Bertolaso con i passaggi importanti per la procura della repubblica dell'Aquila. «E' uscita un'agenzia che dice che non ci saranno altre scosse, è una cosa che non si dice mai, Daniela, neanche sotto tortura!. Quando fanno i comunicati devono parlare con il mio ufficio stampa,che ormai ha la laurea honoris causa in informazione in emergenza e quindi sanno come ci si comporta in modo da evitare boomerang. Perché se tra due ore c'é una scossa di terremoto, che cosa dicono i tuoi? Il terremoto è terreno minato, bisogna essere prudentissimi. Comunque questa cosa la sistemiamo. La cosa importante è che adesso De Bernardinis ti chiama per dirti dove volete fare la riunione. Io non vengo, ma vengono Zamberletti, Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto d'Italia. Li faccio venire all'Aquila o da te o in prefettura, decidete voi, a me non frega niente, di modo che é più un'operazione mediatica, hai capito?. Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100 scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio perché 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa, quella che fa male. Parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, che non é perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente. E invece di parlare io e te, facciamo parlare i massimi scienziati nella sismologia».
Bertolaso è stato chiamato in causa anche da una recente denuncia presentata dall'avvocato Antonio Valentini il quale gli contesta le stesse colpe dei sette imputati nel processo, ovvero l'omicidio colposo plurimo, proprio sulla scorta di quella telefonata. Una denuncia che prevede, automaticamente, la iscrizione del nome di Bertolaso nel registro delle notizie di reato. Va detto che Valentini, il quale subito dopo il sisma chiese ma non ottenne un confronto pubblico sulla ricostruzione con Bertolaso, presentò anche la denuncia che poi ha portato al rinvio a giudizio della commissione.
Bertolaso, come è stato ribadito ieri nella dodicesima udienza del processo, è stato anche citato come testimone per l'8 febbraio e dovrà comunque presentarsi in aula; anche se, in seguito alla denuncia, potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Si tratta, comunque, di una posizione tutta da chiarire fermo restando che il pm Picuti avvierà un procedimento specifico visto che non è possibile unificarlo con il processo in corso.
Il suo avvocato, il professor Filippo Dinacci, fa sapere di avere appreso la notizia dalla stampa e che deve ancora vedere le carte prima di capire quali sono esattamente le contestazioni. Dinacci, comunque, è il difensore di uno degli imputati, Mauro Dolce e a suo avviso non esiste incompatibilità.
Contro Bertolaso, sempre per omicidio colposo, sta per essere presentato un altro esposto su iniziativa di Rifondazione comunista che tre avvocati stanno preparando in questi giorni.

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