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Pescara, 11/04/2026
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Data: 27/01/2012
Testata giornalistica: La Gazzetta del Mezzogiorno
Moretti (l'ad di Trenitalia , ndr ) come da Monti

Moretti (l'ad di Trenitalia, ndr ) come da Monti. Eppure, il tavolo sul Sud dei giorni scorsi sembrava promettere bene... Prima abbiamo preso un colpo alla spina dorsale che quasi ci ha tramortito, qual'è l'atto di violenza di Trenitalia di spaccare in due il Paese e tenere la Puglia fuori dai collegamenti. Poi siamo stati convocati e abbiamo acconsentito che il governo reperisse, dalle quote di co-finanziamento, le risorse per coprire il taglio di 1,2 miliardi sulle ferrovie. Quando il governo chiede solidarietà, lo facciamo: che a Palazzo Chigi sieda Berlusconi o sieda Monti, non ci siamo mai tirati indietro. Abbiamo liberato 100 milioni, abbiamo fatto il nostro dovere e il governo ha fatto una sua bella operazione di propaganda sulle infrastrutture: parliamo di soldi, dai co-finanziamenti sui Por ai fondi Fas, che sono come le «mucche di Mussolini»: sono gli stessi, partono dai tempi di Prodi, dimagriscono e vengono presentati in pompa magna da Berlusconi, poi dimagriscono di nuovo e vengono ri-presentati dal governo Monti. Si monta il Piano Sud, poi lo si smonta e poi si monta u n'altra cosa, il Piano di azione Coesione, che è sempre il Piano Sud al netto di 1,2 miliardi. Bene, ora basta. Siamo responsabili, capiamo il momento di crisi, apprezziamo i professori e siamo innamorati dello stile. Ma ora basta. Forse quello del ministro Barca è solo un tentativo per accelerare la spesa, sull'onda di quanto aveva già tentato di fare Fitto. O no? È l'esatto contrario: è un incentivo a non far spendere le risorse comunitarie creando dei paletti temporali impossibili. Tutti preferiranno il disimpegno dei fondi, piuttosto che ricadere nelle sanzioni e vedersi «scippare» le quote statali perché partano verso il Nord. Una beffa, poi, se si pensa che nel 2011 le regioni del Sud hanno raggiunto gli obiettivi di spesa del Por nonostante fosse un anno interamente lastricato di diffamazioni e pregiudizi, in base alle quali il Sud sarebbe inciampato. La Puglia, in questo quadro, ha superato di oltre 200 milioni di euro i target di spesa del 2011: non abbiamo ricevuto le scuse da tutti quelli che erano saliti in cattedra per punirci preventivamente, ma eravamo partiti rinfrancati nel 2012. Ora, la «bella sorpresa». Non finirà qui, sarà guerra.

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