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Pescara, 11/04/2026
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27/01/2012
La Repubblica
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Decreto liberalizzazioni - Farmacie, trasporti , rifiuti luci e ombre del decreto |
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il decreto sulle liberalizzazioni approvato venerdì 20 gennaio è un atto di grande importanza e permette all'Italia di fare un passo in avanti verso l'obiettivo di iniettare dinamismo nella sua economia. Questi interventi erano nell'agenda politica da venti anni, ma i governi che si sono succeduti non sono mai riusciti a vararli. Il testo può essere migliorato, ma lo si può fare mettendosi attorno a un tavolo, non certo bloccando il Paese. Per quanto riguarda i servizi pubblici locali, l'atto del Governo conferma che si erano già fatti molti passi avanti sul piano normativo. In particolare, in Toscana, il processo di liberalizzazione, privatizzazione e integrazione sta andando avanti senza ripensamenti e con il pieno sostegno della Regione. Quello che ci aspettavamo era la definizione di regole certe e chiare perché le liberalizzazioni possano diventare efficaci sul piano dell'attrazione dei nuovi soggetti. Progressi sono stati fatti, altri sono ancora in fase di messa a punto. L'intervento più ampio riguarda le farmacie. Si tratta di un'apertura significativa che porterà un aumento del 30% delle unità esistenti. In Toscana saranno aperte 328 nuove farmacie (il 29 % in più rispetto alla situazione di oggi che ne vede operative 1.128). Ciò che ci lascia perplessi è il fatto che queste nuove farmacie non potranno essere date in prelazione ai Comuni. Non condividiamo questa scelta anche perché, se l'obiettivo è quello di aumentare la concorrenza, non ha senso tenere fuori soggetti pubblici che potrebbero essere interessati a partecipare ai bandi per l'assegnazione delle licenze. Non basta. Le farmacie comunali stanno alzando con successo la loro competitività sul piano della qualità e dell'assistenza. Escluderle significa privare il mercato di uno stimolo in più per migliorare servizi e prestazioni per i cittadini. Per questo chiediamo che la possibilità di partecipazione delle aziende comunali sia inserita in fase di conversione del decreto, altrimenti è fondata un'azione verso l'Autorità antitrust. Un altro aspetto positivo è l'istituzione dell'Agenzia nazionale sui trasporti che avrà competenze anche in materia di trasporto pubblico locale. In questo capitolo, tuttavia, dovremo verificare gli effetti della previsione di sottrarre parte delle tratte alle gare per affidarle al libero mercato. La questione è urgente per la Toscana, dato che sono già partite le procedure di gara per la scelta di un unico gestore nel trasporto su gomma che si concluderà entro il 2012. Una riflessione approfondita merita il capitolo rifiuti. Il limite per gli affidamenti in house è ridotto a 200.000 euro anno per servizio per comune. Tali affidamenti, inoltre, sono consentiti in caso di fusione fra aziende in house che raggiungano la dimensione di bacino e durano tre anni. E' un'opportunità che possono sfruttare le aziende di una certa consistenza anche in Toscana. Saranno i Comuni a valutare vantaggi e svantaggi di questa scelta. Attesi e benvenuti sono infine gli strumenti che il decreto prevede per il sostegno degli investimenti in infrastrutture. Tra questi la possibilità per le aziende dei servizi pubblici di emettere bond per realizzare le loro opere strategiche.
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