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Pescara, 11/04/2026
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Data: 27/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trasporto ferroviario e liberalizzazioni - «Italo» in partenza da fine marzo intervento dei soci e di Alstom per integrare la struttura finanziaria

ROMA - Semaforo verde del Ministero dei trasporti a Ntv che ha completato tutti gli adempimenti necessari alla partenza fissata per fine marzo. Ieri il cda presieduto da Luca di Montezemolo ha esaminato anche l'impatto sul processo di omologazione di Italo della crisi generale e del ritardo nella consegna dei treni da parte di Alstom varando una serie di misure, tra cui un rafforzamento patrimoniale.
Nei giorni scorsi l'Ufficio regolazione servizi ferroviari (Ursf), dipendente dal ministero guidato da Corrado Passera ha approvato la convenzione fra Rfi e Ntv contenente i dettagli sugli orari e l'accordo-quadro che di fatto mette in condizione Italo di partire grazie anche agli interventi finanziari resi possibili dai soci: Diego Della Valle, Montezemolo, Gianni Punzo col 33,5%, Intesa Sanpaolo e Sncf 20% a testa, Generali (15%), Alberto Bombassei e Isabella Seragnoli (5% ciascuno), Giuseppe Sciarrone (1,5%). In conseguenza dello slittamento della partenza, si sarebbe creato uno shortfall, cioè una carenza di cassa per i bienni 2011-2012 e 2012-2013 di complessivi 150 milioni che costringe il pool di banche che ha finanziato il project financing nel 2008 a riadeguare i parametri dell'operazione.
La carenza di liquidità che per il 2011-2012 si attesta a 105 milioni e per il 2012-2013 a 45 milioni dovrebbe essere coperta da una serie di azioni. Gli azionisti concederanno un finanziamento-soci di 45 milioni in due tranche da 35 e 10; 25 milioni deriveranno da una dilazione dei canoni di leasing, 5 da efficientamento dei costi di gestione, 5 da minori oneri finanziari e 70,5 da un vendor loan di Alstom per il sopravvenuto ritardo nella consegna dei treni, rimborsabile in 10 anni con 3-4 anni di pre ammortamento. Intesa, Mps, Banco Popolare e Bnp Paribas che controgarantirono il contratto di leasing di Leasint di 732 milioni stanno discutendo per riparametrare i termini dell'operazione con scadenza 2023 strutturata in tre tranche. E uno dei punti della negoziazione riguarda lo spread da portare a circa 250 punti base.




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