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Data: 27/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo, i nuovi intrecci tra politica e affari. Dalle consulenze Ue alle nomine Asl: le indagini che coinvolgono i pubblici amministratori

Vent'anni dopo l'arresto della giunta regionale di Rocco Salini le investigazioni tornano al centro della vita pubblica

Raccomandopoli a Teramo e Pescara e all'Aquila i fondi post-sisma della Curia

PESCARA. Sembra di essere tornati indietro di 20 anni, a quel 1992 che vide finire agli arresti, per la prima volta in Italia, un'intera giunta regionale, quella abruzzese presieduta dal dc Rocco Salini. Solo che, oggi, il vento delle incheste giudiziarie sull'intreccio opaco di politica e affari soffia dappertutto e porta allo scoperto la persistenza in Abruzzo di una questione morale che interroga l'opportunità dei comportamenti di alcuni pubblici amministratori prima ancora che la loro rilevanza penale che spetta alla giustizia accertare.
Le indagini più recenti sono quelle che riguardano Teramo dove sono due i filoni seguiti dalla magistratura.
Il primo va sotto il nome di raccomandopoli. La procura della Repubblica teramana, mercoledì scorso, ha aperto un'inchiesta per abuso in atti d'ufficio contro ignoti. L'inchiesta è condotta dal procuratore capo Gabriele Ferretti e dal sostituto Stefano Giovagnoni. La vicenda è quella denunciata dal consigliere reginale dell'Italia dei valori, Carlo Costantini, che ha accusato pubblicamente la politica locale: «A Teramo se non si fa parte di una certa cricchetta, un giovane o un'impresa che cercano un lavoro trovano tutte le porte chiuse». Aggiungendo: «Teramo Lavoro assume, senza rispettare le medesime procedure, un giovane esponente del Pdl, l'ex segretaria di un parlamentare, la nipote di un consigliere provinciale, la figlia di un primario vicina al sindaco di Teramo e tanto altro ancora».
L'altra inchiesta riguarda una promozione costata cara al direttore generale della Asl, Giustino Varrassi. A lui, e ai direttori sanitario Camillo Antelli e amministrativo Lucio Ambrosj, è stato notificato un avviso di garanzia per la nomina dell'ex assessore comunale del Pdl Corrado Robimarga a responsabile dell'unità semplice a valenza dipartimentale di endoscopia urologica a Giulianova.
Sono stati anche sequestrati gli atti connessi alla delibera con cui, il 22 dicembre scorso, gli ha conferito l'incarico.
All'Aquila le indagini hanno toccato anche la fondazione della Curia e riguardano una presunta truffa coi finanziamenti post-terremoto per il sociale messi a disposizione dall'ex ministro Carlo Giovanardi (Pdl). Per questa storia la procura della Repubblica dell'Aquila ha inviato un avviso di garanzia anche al vescovo ausiliare, Giovanni D'Ercole.
Il post-terremoto è al centro anche di un altro recente filone di indagini della magistratura aquilana.
L'inchiesta si riferisce agli appalti passati attraverso l'ufficio del Provveditore aggiunto alle opere pubbliche, Giancarlo Santariga, 64 anni, arrestato (ai domiciliari), il 18 gennao scorso, e poi rimesso in libertà dal gip, con l'accusa di concussione ai danni di un'impresa che aveva lavorato sia al Centro smistamento merci della Marsica sia al nuovo comando delle Fiamme gialle a Pescara.
A Pescara l'inchiesta che ha fatto più rumore è quella che va sotto il nome di Operazione Caligola.
Sette gli arrestati su richiesta della procura dell'Aquila, tra cui Lamberto Quarta, al secondo arresto nel giro di meno di 5 anni. All'epoca della Sanitopoli abruzzese che decapitò il governo Del Turco, era il segretario generale della presidenza della giunta. A finire in manette anche un altro nome eccellente, Vanna Andreola, dirigente del servizio Attività internazionali della Regione Abruzzo. Tra gli indagati ci sono anche Camillo Cesarone, ex capogruppo del Pd in consiglio regionale d'Abruzzo, già coinvolto nella Sanitopoli abruzzese, l'ex sindaco di Pescara, Luciano d'Alfonso, e l'attuale vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione. L'inchiesta riguarda una serie di appalti europei della Regione.
L'ipotesi di reato principale (non per tutti) è quella di corruzione attraverso consulenze e assunzioni clientelari.
L'altra inchiesta pescarese riguarda la sanità pubblica e vede al centro l'incarico affidato al chirurgo Walter Di Nardo, medico con più di venti anni di servizio alle spalle ma anche cognato di Lanfranco Venturoni, l'ex assessore regionale alla Sanità e oggi capogruppo del Pdl in consiglio regionale.
L'indagine dei carabinieri del Nas è coordinata dal pm Gennaro Varone e l'ipotesi è abuso d'ufficio: un primario di chirurgia vascolare dell'ospedale civile di Pescara, Marco Scoccianti è indagato per la nomina a vice primario di Di Nardo, che ha appena rinunciato alla proroga del contratto, già firmata dal direttore generale della Asl, Claudio D'Amario, fino al 30 aprile prossimo: è tornato già a Teramo con quattro mesi di anticipo.

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