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Pescara, 11/04/2026
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Data: 27/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Allevatori, tassisti e adesso i Tir dove c'è la rissa l'Umberto si tuffa

ROMA - La prossima volta, Umberto Bossi arriverà sul pratone di Pontida a bordo di un peschereccio, magari cantando in improbabile siciliano - e con il dito medio al vento contro il governo Monti - un classico di Domenico Modugno: «Chist'è 'na storia d'un pisci spada, storia d'ammuri...». Oppure, solcherà le acque sacre del Dio Po guidando un tir selvaggio, perchè «Chi ha ragione è in strada come Bossi» titola la Padania. E «ora io mi sento uno di loro», assicura il Senatur dopo aver ricevuto ieri a Montecitorio una delegazione dei camionisti in lotta. Chissà se avrà mostrato loro la sua canotta finto-guerriera il leader del Carroccio (cioè un camion ante-litteram) e se avrà fatto con la bocca il rumore ribelle - brum, brum - di un bisonte della strada che vorrebbe travolgere il governo in carica.
Dove c'è profumo di rivolta, più o meno illegale ma anche no, l'Umberto si tuffa senza scrupoli, soffiando su un fuoco pericoloso assai. I benzinai che non danno più benzina? Nuovi eroi, anche loro, del popolo che Bossi vorrebbe rivestire con la camicia verde (verde come il carburante che l'Italia dell'«euro-dittatore» non si merita). Quando poi arriveranno le cartelle dell'Imu, il Carroccio promette che sarà al fianco delle vittime di quelle «cartelle pazze» e guiderà la loro insurrezione. Tutti con il leader pescatore («Solo noi vi difendiamo in Parlamento», hanno promesso gli onorevoli lumbard ai lupi di mare che l'altro giorno sparavano petardi) e con il leader-tassista. Il quale va ripetendo «stiamo dalla vostra parte» - perchè a questo punto non comincia pure a parlare in slang romanesco? - e un tassista lo ha ringraziato così: «A senato', pensavo fossi un puzzone e invece sei gajardo». Gagliardo?
Bossi corre, ma senza più slancio, appresso ad ogni categoria arrabbiata; fa l'agitatore multitasking; s'atteggia a Masaniello (era pescatore anche lui, ma non aveva un figlio chiamato Trota) dell'ammuina dalle Alpi alle Piramidi. Finchè coccola la protesta degli allevatori padani che truffano sulle quote latte, si può (ma anche no) capire: sono per lo più suoi elettori. Ma gli altri? Se Berlusconi ha sempre detto di essere «concavo e convesso», Bossi è un sicilianista fra gli insorti dei Forconi (con loro c'è anche il nipote del bandito Giuliano), un quirita da 3570 (quaggiù non eravamo tutti romaladronici?), un lupo di mare della Magna Grecia più a suo agio ormai con la spadara che con lo spadone di Alberto da Giussano. Si vuole forse candidare a ministro dei Trasporti nel prossimo governo, o magari addirittura in questo che con un oppositore così rischia di avere lunga vita? Per ora Bossi sembra soltanto un epigono sbagliato di Helenio Herrera, il quale gridava: «Movimiento, movimiento!». Ma HH era più simpatico, e assai meno dannoso.

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