TAGLIACOZZO «Da ultimi a ultimissimi». Così si descrivono in una lettera inviata all'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, i pendolari della Marsica. Per tramite del consigliere comunale di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, elencano una lunga teoria di disservizi quotidianamente riscontrabili e una altrettanto lunga serie di impegni non mantenuti. Buoni propositi espressi in ogni fase di incontri e discussioni, ma la situazione, purtroppo, risulta ad oggi più disastrosa di prima e non più sopportabile. Lo scorso mese di ottobre, nel corso di un lungo faccia a faccia, fu invitato a intervenire direttamente sui vertici regionali di Trenitalia anche il governatore Chiodi. Zero risultati. Per percorrere novanta chilometri di ferrovia, tale è per esempio la distanza tra Tagliacozzo e Roma, si impiegano, quando tutto va per il verso giusto, due ore. Mezz'ora in più rispetto a dieci anni fa. Ed ecco alcuni esempi. In occasione del rinnovo degli orari, avvenuto lo scorso dicembre, è stata anticipata alle 18,27 la partenza da Roma Tiburtina del treno R2376, fissata in precedenza alle 18,35. «Otto minuti - segnala la nota - apparentemente irrilevanti, ma che costituiscono, invece, un notevole disagio per i pendolari, considerata la lunghissima distanza per raggiungere i binari I e II del Piazzale Est, situato all'esterno del recinto dello scalo ferroviario». La discrepanza rilevata starebbe nel fatto che il convoglio, percorsi soltanto pochi chilometri, a Bagni di Tivoli, resta fermo una decina di minuti per consentire la coincidenza con altro convoglio, che nella maggior parte dei casi giunge in ritardo. Questa la domanda: «Dove è la ratio dell'anticipo della partenza di otto minuti se poi bisogna sostarne dieci in una stazione vicina?». A seguire, una sfilza di ritardi e disservizi registrati negli ultimi giorni, di cui si fa breve sintesi. In evidenza i quasi giornalieri ritardi del treno 2371; del 3379 (10 minuti il 19 gennaio, 15 minuti il 20, 25 minuti il 23 e 35 minuti il 24). Per non dire delle soppressioni del 24007 e 24009 avvenute martedì scorso. «Si continua a sperare - conclude la nota - in una autorevole parola presso i responsabili di Trenitalia Abruzzo affinché vengano ritoccate, secondo un criterio di razionalità, le innumerevoli imperfezioni degli orari e delle coincidenze che generano l'allungamento dei tempi di percorrenza e l'accumulo di estenuanti ritardi a catena». Ma è proprio così difficile superare questi piccoli ostacoli appena elencati? Sta di fatto che ritardi e disservizi continuano ad appesantire la vita dei pendolari.