Il ministro al presidente della Puglia: «Soffre di sdoppiamento della personalità»
Non si fa attendere la replica del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, la alla guerra delle Regioni del Sud contro le nuove regole sui livelli di spesa dei fondi comunitari. A innescare lo scontro l'intervista rilasciata a «La Gazzetta del Mezzogiorno» dal presidente della Puglia, Nichi Vendola, nei confronti del quale ora Barca insinua il sospetto di uno «sdoppiamento della personalità». «Posso dire che, come accade su Twitter, il Vendola che avete intervistato non è quello vero. È evidente: nulla di quello che ha detto corrisponde alla realtà. Lui ha parlato di guerra, di interventi del governo fatti per fare cassa: forse parla di anni passati. Il Vendola che avete intervistato voi, che dice di essere Vendola, sostiene che i soldi non spesi dalle Regioni del Sud andrebbero al Nord, ma non esiste, viene da sorridere». Eppure Vendola dice che il documento inviato alla Puglia dal Dipartimento Politiche di Sviluppo è irricevibile e comporterà il disimpegno delle risorse comunitarie perché i target annuali di spesa da certificare alla Commissione Ue sono irraggiungibili. Cosa replica? «Quello che si sta facendo è l'attua zione di quanto scritto nel Piano d'azione, ovverosia che avendo concordemente deciso tra Regioni e Stato, a dicembre, di non eccedere nella riprogrammazione e nella riduzione del cofinanziamento nazionale, ci siamo dotati di un metodo di verifica dello stato di avanzamento degli impegni e della spesa. E di individuare, da qui alla primavera, quelle risorse che non riescono ad essere assorbite all'interno dei Por per rimetterle nel Piano d'azione, a disposizione dei cittadini della stessa Regione». E le sanzioni per le Regioni che non dovessero rispettare gli impegni? «Già la parola sanzioni è impropria. La sanzione è una punizione, è prendere i soldi e levarli, mentre questo è un premio: una Regione che non riesce a spendere viene premiata perché viene invitata a riprogrammare le risorse all'interno della stessa Regione». Quindi la decurtazione dal 5 al 20% della quota di cofinanziamento statale se non si centra l'obiet tivo di spesa dal 10 al 30%, viene rimesso all'in terno del Piano d'Azione della stessa Regione e non va anche alle Regioni dell'obiettivo competitività, quindi quelle del Nord? «Assolutamente no. Ovviamente no. Per questo credo che il Vendola che avete intervistato non sia Vendola e il contenuto del documento è ben riassunto in un comunicato stampa del Dipartimento. È un documento interlocutorio di un confronto tra Regioni e Stato che devono assieme, come hanno fatto assieme ogni passo di questo processo, decidere quale sia l'entità di queste operazioni. È un documento tecnico. Se fosse stato letto non sarebbero state dette le cose che sono state dette». Vendola sostiene che la maggior parte della spesa comunitaria viene effettuata negli ultimi mesi dell'anno e sarebbe quindi impossibile per la Puglia, come per altre Regioni, arrivare a certificare il 40% degli impegni in scadenza a fine dicembre 2012, entro il 31 maggio. Queste risorse non rischiano il disimpegno? «Queste sono le regole proposte dal dipartimento alle Re gioni». E si potrebbero cambiare entro il 28 febbraio, deadline prevista dal Piano del 15 dicembre? «Sono proposte, precedute da una prima riunione tecnica svoltasi il 20 gennaio con tutte le amministrazioni titolari dei programmi e la Commissione europea, nel corso della quale è stata sottolineata l'importanza della decisione assunta nel Piano d'azione del 15 dicembre e rappresenta la necessità, condivisa dalla Commissione, di ancorare i target alla spesa certificata, essendo la programmazione comunitaria ormai avviata alla fase conclusiva (31/12/2015) e restando ancora da spendere ben 48,7 miliardi a fronte dei 59,4 programmati al 31 ottobre 2011». Quindi ritiene giuste le nuove reg ole? «Credo che siano giuste e siano un fattore di accelerazione della spesa. Ma non credo che né il vero Vendola né il ministro Barca debbano discutere di dettagli tecnici che sono oggetto di partenariato in leale collaborazione. Sono sorpreso che un confronto tecnico che deve chiudersi tra 10 giorni diventi oggetto di un confronto politico. C'è infatti una specifica riunione per i programmi Fse convocata per la data odierna e una seconda riunione tecnica, fissata per il primo febbraio prossimo, propedeutica alla riunione del Comitato nazionale del Quadro strategico nazionale 2007-2013, che dovrà assumere le decisioni definitive entro il 28 febbraio. Per questo sarei lieto se il vero Vendola prendesse atto che il non Vendola ha detto delle cose sbagliate». Il 17 gennaio a Palazzo Chigi, è stato annunciato alle Regioni del Sud un tavolo di confronto sulle ferrovie, per rimodulare i tagli dei collegamenti operati da Trenitalia. Ma il 2 febbraio prossimo il ministro dello Sviluppo Economico, Passera sembra abbia invitato ad un incontro sui treni solo la Regione Calabria. Lei ne sa qualcosa? «No, ma ho letto una bella dichiarazione dell'A s s e s s o re Minervini che invita ad una celere attivazione del tavolo. Quello deve essere il vero Minervini!»