Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha conferito al ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, un incarico finalizzato a integrare le iniziative volte allo sviluppo della città e all'accelerazione della ricostruzione. A tale scopo sarà attivato un tavolo, cui contribuiranno in modo specifico Antonio Catricalà e le strutture della presidenza del Consiglio, i ministri interessati e la Ragioneria generale dello Stato. Ne dà notizia un comunicato di Palazzo Chigi.
Intanto Chiodi ha parlato del post sisma nella conferenza stampa che si è tenuta a Pescara: «Il rischio che L'Aquila sia una Pompei moderna non esiste, ma bisogna capire quali saranno i tempi. Ci si potranno mettere 10, 15, 20 anni, a seconda di quanto saranno bravi soprattutto i comuni, ma sul fatto che si ricostruirà non c'è ombra di dubbio». «Qualcuno ha fatto credere agli aquilani che la ricostruzione sarebbe avvenuta in tempi brevi - ha aggiunto Chiodi -, invece ci vorrà molto tempo. Quello che manca all'Aquila è la serenità. Per ricostruire ci vogliono coloro che diffondono e alimentano speranze. Siamo di fronte a normative non più emergenziali. Gli appalti richiedono tempi lunghi». Il presidente si è poi soffermato sulla ricostruzione del centro storico: «Solo oggi (ieri per chi legge, ndr) il Comune dell'Aquila ha reso noto il piano di ricostruzione. D'altronde è una legge voluta da noi ad imporlo. È il ministero dell'Economia a richiederci i piani di ricostruzione, così da poter elaborare una stima dei costi. La ricostruzione pubblica costerà circa il 25% in meno di quella privata. È la prima volta, nella storia di un terremoto, che succede una cosa del genere. Questo - ha concluso Chiodi - deve far riflettere».