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Pescara, 11/04/2026
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Data: 28/01/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
«Abbasserò le tasse» Il presidente della Regione lancia la promessa «Da quando ci siamo noi il debito è sceso del 14%»

PESCARA È un Chiodi fiero e determinato, quello che si presenta al cospetto della stampa, per snocciolare i risultati conseguiti dalla sua Giunta nel 2011. Addirittura entusiasta, a tal punto da lanciarsi in un'impegnativa promessa: «Entro la fine del mio mandato farò in modo di essere ricordato come l'unico presidente di Regione ad aver abbassato le tasse». Spazia a 360 gradi, dal bilancio alla sanità, dai trasporti alla ricostruzione, rivendicando attraverso i numeri l'incisività della sua azione di governo: «L'Abruzzo era la regione più indebitata d'Italia, è stata la prima a essere commissariata sulla sanità e aveva le tasse più salate per cittadini e imprese. Da quando ci siamo noi, il debito è sceso del 14%, solo sei regioni presentano una fiscalità più bassa e il bilancio della sanità, per la seconda volta consecutiva, è in equilibrio». Secondo Chiodi «si tratta di una svolta epocale, perché riducendo il debito di 800 milioni di euro, abbiamo cancellato cambiali che minavano il futuro di ogni giovane abruzzese». Il nodo nevralgico, per i conti della Regione, è rappresentato dal sistema sanitario, sul quale nel 2008 pesava un deficit di 108 milioni di euro. A distanza di due anni, il tavolo di monitoraggio ha certificato, per la prima volta, un avanzo di bilancio pari a 1 milione e 361 mila euro, che secondo la Giunta verrà confermato anche per il 2011. «Abbiamo centrato l'equilibrio dei conti senza effettuare tagli alla spesa primaria, che anzi nel 2010 è lievemente cresciuta - rimarca il presidente della Regione - al contempo siamo riusciti a migliorare i livelli essenziali di assistenza e abbiamo prodotto risparmi ingenti, pari a 65 milioni di euro, semplicemente indicendo gare vere per l'acquisto di farmaci e vaccini». Resta il trend negativo della mobilità passiva, che nel 2010, rispetto al 2008, è salita da 33 a 67 milioni di euro. «Ma i dati certificati - ribatte Chiodi - si riferiscono ai movimenti reali avvenuti due anni prima». Il numero uno della Giunta regionale tiene a mettere in risalto le misure anti-casta adottate dalla sua amministrazione: «Siamo stati i primi in Italia ad abolire i vitalizi, abbiamo eliminato 250 nomine di enti e agenzie regionali, tagliato i compensi ai componenti dei Cda, ridotto i numeri dei dipendenti regionali, assorbito Arssa, Aptr e Abruzzo Lavoro e abbassato il numero dei consorzi fidi da 78 a una decina. Inoltre io, con i miei 8.400 euro netti al mesi, sono tra i presidenti meno pagati del Paese». Da commissario per la ricostruzione, Chiodi è chiamato a rispondere dei ritardi che interessano L'Aquila. «Qualcuno, a partire dall'amico Bertolaso, ha fatto credere che fosse possibile ricostruire in tempi brevi - ammette - invece, purtroppo, occorre del tempo». Quindi la stoccata al primo cittadino aquilano, Cialente: «Per evitare di accentrare tutto, era stato assegnato ai Comuni il compito di presentare il Piano per la ricostuzione. La sua amministrazione ha provveduto solo oggi». Il presidente della Regione guarda con fiducia al futuro e mantiene il suo ottimismo anche a fronte delle previsioni di Prometeia, che danno il Pil abruzzese al +0,2%, contro il +0,6% nazionale: «La crescita di export e occupazione mostra performance migliori rispetto ai valori medi del Paese». Resta da chiedersi come mai, in un contesto così roseo, Chiodi sia indicato come il presidente meno amato dalla classifica del Sole 24 Ore. «Nutro dubbi sull'affidabilità di questi sondaggi - replica - ad ogni modo, come De Gasperi, non penso alle prossime elezioni ma alle prossime generazioni».

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