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Data: 28/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il governo vara le semplificazioni Monti: ci miglioreranno la vita (le misure contenute nel provvedimento - guarda)

Rinvio sul valore legale della laurea: prima una consultazione pubblica

ROMA - Un decreto che «migliora la qualità della vita dei cittadini e al tempo stesso la «competitività dell'economia». Così Mario Monti, che rivendica al governo un forte «decisionismo» per rendere l'Italia più veloce ed efficiente, presenta il nuovo pacchetto sulle semplificazioni che il Consiglio dei ministri ha varato dopo quasi 6 ore, con qualche tensione tra i ministri Giarda e Profumo. Nel decreto si trovano misure per i certificati on-line e per le social-card, dal bollino blu che potrà essere rinnovato ogni 4 anni, alle semplificazioni per le imprese, le infrastrutture, i trasporti, dalle immatricolazioni on line agli interventi sull'edilizia scolastica. Rinviato, invece, il nodo del valore legale della laurea. Il premier ha spiegato così il supplemento di prudenza su una materia tanto controversa: «Avendo osservato che il tema era delicato, abbiamo deciso di aprire una consultazione pubblica» attraverso internet. In materia di università c'è stata tensione in Cdm fra il ministro della Pubblica istruzione, Francesco Profumo e Piero Giarda, ministro per i rapporti con il Parlamento, sulle lauree ma anche sulle carriere dei professori e sui concorsi. Giarda ha stoppato gli emendamenti del collega: «Non portano alcuna semplificazione e non sono omogenei con la materia di questo decreto». Hanno prevalso le obiezioni di Giarda e gli emendamenti di Profumo («una vera e propria riforma universitaria per decreto», secondo un collega di governo) sono stati cassati. Giarda, a sua volta, ha illustrato poi alcune linee guida dell'operazione di spending-review, come recita una nota di palazzo Chigi.
Il presidente Monti è intervenuto pubblicamente per ben due volte, nel pomeriggio al termine del Cdm ed in serata al Tg1, a spiegare personalmente la portata di questa nuova riforma. Questo terzo decreto, che segue la manovra economica e le liberalizzazioni, è infatti la terza gamba su cui, sottolinea, va costruita la crescita e l'occupazione. Non dà numeri, anche se i tecnici dei ministeri stimano che con le nuove misure si potranno fare risparmi per 1,3 miliardi di euro. Precisa che i provvedimenti vanno nel segno della continuità con i precedenti governi Prodi e Berlusconi. Con quello del Professore perché da lì arrivarono le prime liberalizzazioni realizzate dall'allora ministro Pier Luigi Bersani. Quanto a Berlusconi, si completano le riforme per l'università e sul «contenimento alla finanza pubblica».
Sulla lunga durata dei Cdm (ieri 6 ore, per le liberalizzazioni ci vollero 8 ore) chiede ai giornalisti di di non «sorprendersi». Chiosa: «A noi piace essere molto veloci per prendere decisioni, ma piace anche esaminare le cose in modo approfondito. E nel dettaglio, in modo da avere un pieno convincimento collegiale sulle cose che adottiamo». Il suo discorso si concentra su un punto: che con questo decreto, il «terzo in due mesi», l'Italia dimostra che, attraverso l'impegno, ce la fa a realizzare «le riforme necessarie». Il pacchetto è pensato per «dare al Paese un'economia più produttiva e competitiva, quindi più forte, liberando il suo potenziale di crescita e occupazione». Puntando sull'agenda digitale e sull'innovazione, i cittadini «avranno grandi benefici dalla semplificazione della burocrazia». Ciò «non è poco», rileva, «perché consente di avere ricadute economiche» intervenendo sulla «farroginosità della pubblica amministrazione che è un fattore che porta a scarsa competitività». Pertanto il governo chiede alla burocrazia «uno sforzo di modernizzazione e di essere tutti più svelti» nella corsa «alla competività».
Poi definisce «innovativo» e non più «strano» il suo esecutivo. Chiede che i partiti «ci incalzino», fanno «cosa gradita». Perché «abbiamo bisogno dell'impulso della società, degli ambienti internazionali e dei partiti. In particolare di quelli che sostengono questa esperienza di governo che in passato ho definito strana e che, adesso, mi azzardo a chiamare innovativa».

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