È stato Letta ad annunciare il saluto telefonico del presidente durante un incontro con i sindaci che si è svolto a Rocca di Mezzo
«Nessuno può pensare che l'Italia dimentichi di ricostruire L'Aquila: è un debito d'onore per tutti gli italiani». Un messaggio di speranza importante, quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che così ha parlato ieri al telefono a Gianni Letta e ha fatto riferire il suo saluto alla platea di sindaci del cratere e amministratori riuniti a Rocca di Mezzo per consegnare un riconoscimento al braccio destro di Silvio Berlusconi.
L'ex sottosegretario ha ricevuto la telefonata, definita subito «urgentissima», proprio quando era in procinto di prendere la parola, e dopo aver parlato con il capo dello Stato ha annunciato ai presenti il saluto di Napolitano. Un fuoriprogramma inatteso e apprezzato nel corso del conclave dei sindaci, cui hanno preso parte anche il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il prefetto del capoluogo, Giovanna Iurato, e il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo. A Letta è stato consegnata una riproduzione del rosone della basilica di San Bernardino (quello di Collemaggio già gli è stato donato) come ringraziamento per quanto fatto coordinando i periodici tavoli della ricostruzione presso la struttura commissariale. Inoltre, Letta ha funto da regista di alcune operazioni come quella della proroga della restituzione delle tasse sospese durante l'emergenza sisma e la proroga triennale dell'esenzione del pagamento delle tasse universitarie.
Un interlocutore a Roma che era mancato dopo le dimissioni del Cav e il varo del governo di Mario Monti, anche se proprio l'altro ieri il Professore ha indicato il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca come nuovo interlocutore. Una figura, quella di Barca, per cui Letta ha espresso «apprezzamento». Da quanto si è appreso, non ci sono state tensioni per quanto affermato dall'assessore alla Ricostruzione aquilano Pietro Di Stefano, ossia che «i lavori per il centro storico del capoluogo devono avere la priorità rispetto agli altri». Il clima, anzi, è stato sereno, tanto che lo stesso ex sottosegretario ha scherzato con il presidente Del Corvo sull'espressione «compagno Letta» con cui in questi mesi lo ha chiamato il sindaco Cialente.
Intanto il ministro Barca, intervistato ai microfoni di Rainews24, ha riferito che il premier gli ha affidato l'incarico «da lui stesso definito di "inviato speciale". In tal senso la mia funzione sarà quella di punto di raccordo e di dialogo tra governo e varie istituzioni locali, a partire dal commissario delegato per la ricostruzione Gianni Chiodi, con cui oggi ho avuto un primo contatto, il sindaco dell'Aquila e tutti i sindaci dei comuni colpiti dal terremoto. Fino ad oggi - ha aggiunto il ministro - si è compiuto uno sforzo straordinario: ci adopereremo per imprimere un'accelerazione al grande lavoro fin qui fatto».
Proprio al ministro Barca scrivono una lettera aperta i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Umberto Trasatti, Paolo Sangermano e Pietro Paolelli, valutando «positivamente» la nomina a nuovo-Letta. I tre gli fanno già l'agenda ricordando che ai «problemi noti e annosi si è aggiunto il tema previdenziale, poiché permane una situazione di incertezza per quanto attiene la copertura contributiva necessaria a raggiungere il diritto alle prestazioni previdenziali: i contributi, analogamente all'Irpef, saranno versati al 40 per cento per il periodo di sospensione e ciò potrebbe determinare una riduzione della contribuzione ai fini del diritto all'accesso alla pensione e del suo importo».