MILANO - L'aperitivo del sabato sera è andato di traverso alla Milano da bere. I brindisi sono stati interrotti, o per lo meno disturbati, dalla visita inattesa di quasi mezzo migliaio di agenti addetti ai controlli fiscali: «Prego esibisca lo scontrino». Frase che non si udiva da tempo immemorabile nei locali del divertimento e che ha suscitato sorpresa, sconcerto, fastidio, ma anche ilarità e approvazione: «Era ora, non è bello pagare 10 euro una birra e non riuscire quasi mai a farsi dare lo scontrino».
Il blitz dei controlli fiscali ha avuto due tempi. Il primo sabato notte nei quartieri dove abbondano ristoranti, pub, discoteche. Il secondo ieri mattina, domenica, nelle zone del commercio meno modaiolo, come il rione dei negozi cinesi di via Paolo Sarpi o in corso Buenos Aires, uno dei più famosi agglomerati di shopping low cost d'Europa. In mezzo il lavoro dei vigili urbani che per parecchie ore hanno fermato e controllato le auto di lusso in giro per la città, giusto per vedere a chi appartengono (società o privati) e se il reddito dichiarato da chi le utilizza giustifica il possesso di vetture di quel tipo.
Era già successo a Cortina d'Ampezzo nei giorni di Natale e la cosa - oltre a esaltare la stragrande maggioranza dei contribuenti che pagano regolarmente le tasse - aveva fatto storcere il naso a qualcuno. Adesso che la «giornata anti-evasione» è andata in scena anche a Milano le polemiche sono meno accese anche perché questa volta i controllori hanno colpito un po' tutti: le boutique del lusso di corso Vittorio Emanuele, ma anche le botteghe gestite da stranieri nei quartieri più periferici, i locali frequentati dai ricconi di corso Como e di zona Brera, ma pure bar e trattorie con meno pretese nel quartiere dei Navigli o all'Isola.
I numeri di questa nuova operazione allestita dall'Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza sono ancora provvisori e generici. Ciò che i coordinatori dei controlli hanno fatto capire è che, soprattutto nei locali dove si serve da bere e da mangiare a ritmo frenetico negli interminabili sabato sera milanesi, il numero degli scontrini battuti alle casse è di gran lunga superiore al numero degli scontrini battuti nelle sere «senza ispettori». Appena fuori dagli oltre duecento negozi messi sotto la lente d'ingrandimento con i controlli di domenica mattina sono stati pizzicati settantacinque clienti (il 30 per cento) con la merce acquistata in mano, ma senza lo scontrino.
In molti locali sono stati poi trovati dipendenti senza regolare contratto e in alcuni casi anche clandestini fatti lavorare senza nessuna tutela. Questa dei dipendenti in nero è la dimensione di illegalità più sorprendente e vistosa evidenziata in queste 24 ore di accertamenti. I locali visitati dagli agenti del fisco sabato sera sono centoventi e i lavoratori «invisibili» scoperti sono almeno un centinaio, in media quasi uno per locale. Per una città che si vanta di essere modello di onestà e di rispetto delle regole è una percentuale da vergogna. Anche nei negozi della cosiddetta Chinatown milanese i dipendenti in nero, quindi pagati senza contributi e senza carico fiscale per il datore di lavoro, sono risultati essere molto numerosi.
Sempre in tema di cifre, l'Agenzia delle Entrate ha fatto sapere di aver sguinzagliato in giro per Milano quasi trecento persone sabato notte e altre centoventi ieri mattina. A questi vanno aggiunti centosettanta vigili urbani impegnati per lo più a fermare e controllare le auto di grossa cilindrata proprio nelle zone dove i loro colleghi della Guardia di Finanza o dell'Inps stavano setacciando bar, discoteche e altri locali. Una cosa di cui la giunta guidata da Giuliano Pisapia va molto orgogliosa visto che meno di un mese fa il Comune aveva sottoscritto insieme con l'Agenzia delle Entrate un protocollo di collaborazione per la caccia agli evasori.
Dopo i controlli «in piazza» adesso i segugi del fisco dovranno comparare il volume di affari fatto registrare dagli esercizi commerciali in questo fine settimana di ispezioni con quello del sabato della scorsa settimana e quello di un sabato di gennaio di un anno fa. A Cortina il risultato della comparazione aveva avuto esiti imbarazzanti per la categoria dei commercianti. I negozianti milanesi assicurano che questa volta il risultato non farà inorridire niente e nessuno. La Guardia di Finanza fa capire che, invece, le sorprese non mancheranno.