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Pescara, 15/06/2026
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Data: 30/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fontana, dimissioni respinte. Chiodi invita il capo della Struttura di missione a rimanere. La nomina di Barca sulla ricostruzione. Il governatore: «Resto garante»

Gianni Chiodi ha respinto le dimissioni del coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, chiedendogli di «voler continuare nel suo lavoro». Lo ha fatto con una lunga e articolata lettera nella quale ha sottolineato altri concetti importanti. Innanzitutto ha voluto riaffermare il proprio ruolo centrale nella governance della ricostruzione, a scanso di equivoci generati dalla recente nomina del ministro Barca come riferimento governativo: «Di questo percorso io non potrò che essere, sia permanendo nel ruolo di commissario delegato sia, e tanto più, in quello di presidente della Regione, il garante della sua attuazione». Insomma l'intenzione di Chiodi è quella di continuare nonostante il 28 dicembre scorso avesse rimesso la delega nelle mani di Monti. E poi il governatore ha annunciato quale sarà l'indirizzo della riorganizzazione della struttura commissariale: partendo dalla unificazione delle contabilità speciali, ci sarà una fusione tra la Stm e la Sge in un unico organismo che risponderà al commissario. Un meccanismo nel quale «la fase di attuazione dovrà, sempre più, essere posta in capo ai Comuni», mentre resteranno alla struttura commissariale le attività regolatorie, programmatorie e di monitoraggio. La rinnovata attenzione del Governo, dice Chiodi, non basta. Serve una riflessione complessiva «sulla governance che ricomprende, sicuramente, compiti e funzioni del commissario delegato, ma anche quelli di tutti i soggetti istituzionali locali». Tra le priorità c'è certamente quella del centro storico: «Il costo della ricostruzione dell'Aquila e delle sue frazioni, così come dei comuni del cratere, è sicuramente maggiore delle risorse oggi disponibili e di quelle, sempre ad oggi, programmate. D'altro lato, i tempi della ricostruzione - 10/15 anni - sono tali che non impongono disponibilità finanziarie ulteriori per qualche anno. Da qui la necessaria considerazione che, in presenza di piani di ricostruzione che prevedono fabbisogni finanziari superiori, lo strumento dell'intesa deve essere adeguatamente articolato e confermato in modo da garantire, spalmati negli anni necessari, flussi finanziari come budget annuali». Infine qualche frecciata. Chiodi dà ragione a Fontana quando sostiene che il clima è avvelenato: «Quanto illustrato dal sindaco Cialente per quanto riguarda il centro storico con la presentazione finalmente (quanto tempo inutilmente perso per la città!) dell'agognato - e non soltanto dalla Struttura commissariale ma anche dalla legge - Piano di ricostruzione è la cartina di tornasole: mi auguro che non sia, come già avvenuto, un documento che di piano di ricostruzione abbia solo il nome».

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