Allegrino (Idv): l'ente pubblico deve dare soldi sulla base di veri risultati
PESCARA. I 111 mila euro di indennità pagati dalla Provincia ai propri dirigenti di settore suscita polemiche tra i banchi dell'opposizione all'interno del consiglio dell'ente.
Si tratta della cosiddetta retribuzione di risultato, una voce accessoria della busta paga che si aggiunge a quelle fisse (retribuzione tabellare, retribuzione di anzianità e retribuzione di posizione) e che fa lievitare enormemente gli importi corrisposti ai dipendenti con incarichi di responsabilità.
L'erogazione di questi emolumenti avverrà nei prossimi giorni, proprio nel momento in cui si discute dell'abolizione degli enti provinciali. Non a caso per oggi è stata convocata una seduta straordinaria del consiglio per discutere di questa eventualità, prevista dal provvedimento emanato dal governo Monti.
«Mi sono espressa in consiglio provinciale», dice Antonella Allegrino, capogruppo dell'Idv, «perché l'ente pubblico deve dare premi in base a risultati veri attraverso la valorizzazione e l'ottimizzazione delle risorse umane. Il problema è che tutta la macchina amministrativo - burocratica va gestita in maniera diversa, come nel caso di chi lavora troppo senza avere i giusti mezzi. Dare premi al di là degli obiettivi non va bene. I risultati vanno misurati in base alla qualità del servizio erogato per i cittadini. Il pubblico andrebbe considerato alla stessa stregua del privato, dove gli obiettivi raggiunti vengono controllati e verificati. Alla base di tutto questo dovrebbe esserci, perché gli sprechi sono questo. Con molte persone», conclude la Allegrino, «che faticano ad arrivare a fine mese, è spiacevole vedere tutta questa premialità dell'ente Provincia».
«Sono allibito», afferma il consigliere indipendente Lino Ruggero, «non che non conoscessi l'indennità di risultato, ma perché è un'aspetto che contesto da tempo ovvero il metodo che portano avanti e i risultati che non ottengono. Proprio un anno fa (all'epoca Ruggero siedeva tra i banchi della maggioranza con Pescara Futura, ndr) presentai una mozione, votata in consiglio ma che non è mai stata applicata. La sostanza è questa: valutare l'efficienza dell'ente attraverso le segnalazioni dei cittadini, e vedere in quanto tempo queste problematiche vengano risolte. Più aumenta il tempo più diminuisce il punteggio».
Con questo sistema, il cittadino avrebbe potuto anche verificare quante persone fossero al lavoro nei singoli giorni.
«Altro problema», conclude Ruggero, «è che gli obiettivi i dirigenti se li mettono da soli, quindi potrebbe essere anche pari a zero il risultato da raggiungere, e invece secondo me devono essere assegnati dalla politica o dai cittadini stessi, che hanno il diritto di capire se l'ente funziona veramente».
«La questione del merito deve essere centrale nell'assegnare i premi», sostiene Antonio Castricone del Pd, «il problema è che a fronte di queste indennità di risultati, vediamo una Provincia ferma in questi anni sui progetti, i lavori e le risposte da dare e di obiettivi raggiunti ne ho visti pochi. La parte politica è ferma e penalizza anche i dirigenti».
«È giusto che vengano date le indennità di risultato», dichiara Gianni Teodoro del Fli, «ma la Provincia non dà risultati ottimi sul piano della programmazione e dei servizi offerti ai cittadini. La qualità dei dirigenti c'è, ma la politica è deficitaria sul piano della programmazione e dei servizi ai cittadini».
«Come al solito», dice Paolo Castellucci, segretario della Cgil, «hanno distribuito soldi ai dirigenti e ridotto i servizi, alcuni dei quali sono stati smantellati, come quello del centro per l'impiego, che era uno dei migliori. Non sono stati discussi i veri risultati della Provincia. I precari sono stati cacciati con la scusa delle questioni di bilancio, che contesteremo sempre, però i soldi per l'indennità ci sono sempre invece».