Le indiscrezioni sulla proposta del Governo
ROMA. Dopo il tempo delle indiscrezioni, sta arrivando il tempo delle carte sul tavolo. Il Tavolo del lavoro, convocato per giovedì dal ministro del Welfare, Elsa Fornero. Ieri il dibattito si è sviluppato sull'indiscrezione di una cancellazione dell'articolo 18.
Un'ipotesi valida per i nuovi assunti. Indiscrezioni che in serata il ministro Fornero, ospite della trasmissione Otto e mezzo su La7, non ha confermato.
Nella riforma del mercato del lavoro «l'articolo 18 non è preminente ma non deve neanche essere un tabù - ha detto il ministro -. Si puo anche discutere sull'attuale configurazione della norma».
«Il problema si pone per le imprese, perchè l'articolo 18 genera una grande incertezza per l'applicazione giurisprudenziale della norma. Le sentenze sul reintegro arrivano con grande ritardo - ha proseguito il ministro -. Si potrebbe cercare di intervenire ad esempio con una norma che regoli in maniera diversa le cause di lavoro». Il ministro ha parlato poi dei vari punti di cui si dovrà occupare il tavolo con le parti sociali.
In tema di semplificazione Fornero ha detto: «La giungla di contratti dimostra che la flessibilità non sempre genera frutti positivi, ma va guidata. Finora ha prodotto precarietà che colpisce soprattutto i giovani e le donne».
L'ipotesi di un contratto unico è un «obiettivo ambizioso». Forse troppo: «Partiamo da 46 forme contrattuali, arrivare a un contratto unico mi pare eccessivo. Ci sono forme flessibili che vanno preservate, ma certamente dobbiamo rendere più appetibili anche per il datore di lavoro le forme stabili».
«Dobbiamo graduare le tutele e rendere un po' più costosa la flessibilità - ha sottolineato il ministro, per il quale il governo deve anche - pensare di sperimentare nuove forme contrattuali».
L'esecutivo «è intenzionato a fare le sue proposte nel dialogo - ha spiegato la Fornero - Un'ipotesi è lavorare sull'apprendistato non solo come espediente per la flessibilità in ingresso».
L'attenzione del Governo non si incentrerà solo sulla «riforma del mercato del lavoro è un pezzo importantissimo di un quadro di politica economica più ampio. C'è «anche la politica fiscale, c'è eventualmente un cambiamento del mix di tassazione tra capitale e imprese».
Il ministro ha anche lanciato un messaggio alle parti sociali: «Abbiamo in corso un dialogo. Il governo è intenzionato a fare la riforma con il dialogo e la discussione ma la condizione è che i risultati ci siano e che questa riforma sia incisiva».
Gli ultimi dati Istat su lavoro e disoccupazione tracciano un quadro sconfortante: meno assunzioni, più precari e licenziamenti.
L'analisi dell'Istituto di statistica prende a riferimento le grandi imprese, con oltre 500 dipendenti, in un periodo che va dal 2005 al 2010. In questi sei anni si è registrata una diminuzione dell'occupazione del 2,9%.
Un altro indice dello stato in cui versa il mondo del lavoro, che ha dato segnali preoccupanti, è la forte riduzione del tasso di turnover annuo (si passa da 270 movimenti per mille dipendenti nel 2005 a 236,2 nel 2010), una discesa che testimonia un raffreddamento dovuto a una contrazione dei tassi di entrata e di uscita.