Aumento di tasse e tariffe in vista per i contribuenti del capoluogo. La temutissima Imu (ex Ici) si abbatterà non tanto sulla prima casa, quanto sulla seconda abitazione, probabilmente fino al massimo consentito del 10,6 per mille. E saranno certamente ritoccare in alto le tariffe di molti servizi locali. L'orientamento che si sta facendo strada è che la mannaia si abbatterà sui cosiddetti «servizi individuali»: la raccolta dei rifiuti solidi urbani (Rsu), la refezione scolastica e la retta degli asili nido, i passi carrabili che non si pagano da una vita, la tassa di occupazione del suolo pubblico (Tosap), l'acqua, a seguito dell'aumento del costo di fornitura, che l'Aca a già chiesto di incrementare ed altre attività erogate che si stanno verificando.
Per quanto riguarda l'ex Ici «la partita è tuttora aperta, nel senso che occorre attendere i parametri definitivi che il Governo ha promesso di dettare agli Enti locali entro la prima decade di febbraio, per entrare nel merito dell'imposta e decidere», dice l'assessore alle finanze e bilancio Roberto Melideo, reduce da un convegno dei funzionari del ministero dell'Economia. «Ma l'orientamento - aggiunge l'amministratore comunale - è quello di non toccare la prima casa, applicando il 4 per mille con detrazione di 200 euro e di ulteriori 50 euro per ogni figlio a carico di età non superiore a 26 anni e fino a un importo complessivo di 400 euro. Si dovrà incidere, invece, sulle seconde case, con possibile incremento dell'aliquota fino a 10,6 (7,6 base più 3). Il fatto è che molte franchigie non si possono applicare e che, qualunque sia la manovra, per decreto il gettito Imu non potrà superare, per le entrate comunali, quello di quando del 2010, comprensivo dell'incasso diretto del Comune e del fondo di perequazione rimesso dallo Stato».
Vale a dire, l'importo di 11 milioni di euro. L'eccedenza va versata allo Stato che fa così cassa. Una delle novità del decreto Monti è che il Comune dovrà tassare se stesso e i soldi andranno a Roma. Stabilisce che l'imposta va applicata anche agli immobili non utilizzati a fini istituzionali. A Chieti verrà applicata l'Imu alle proprietà comunali quali negozi in via Arniense - messi in vendita, ma finora non acquistati da nessuno - all'ex caserma Pierantoni, a numerosi ex edifici scolastici della periferia, al palazzo De Pasquale, alle scuole cittadine, ecc. Anche la Provincia dovrà pagare l'Imu per il Palazzo di Giustizia di sua proprietà. Le operazioni sull'Imu vanno fatte presto per emettere subito i ruoli: la prima trance, com'è noto, si paga entro maggio. Manovra difficile su tutto il fronte imposte, tasse e tariffe, da determinare prima del varo del bilancio di previsione «che pensiamo - conclude Melideo - di approvare entro marzo».