Dibattito su La7 L'inviato di Monti rassicura «Il mio impegno sarà molto forte»
L'AQUILA. «Entro sessanta giorni il governo sarà il grado di presentare la sua ricetta per L'Aquila». Ad affermarlo, nel corso della trasmissione "L'Aria che tira" andata in onda ieri mattina su La7, è stato il ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, incaricato dal premier Monti di seguire il "caso L'Aquila". In collegamento anche il sindaco Massimo Cialente. Ed è stata l'occasione per un primo confronto tra il sindaco e il ministro. Un dibattito a più voci - in studio con il ministro anche il segretario della Cisl Raffaele Bonanni e il giornalista Sergio Rizzo - andato in onda proprio alla vigilia del vertice che vedrà oggi riuniti intorno allo stesso tavolo Barca, Cialente e il commissario Gianni Chiodi.
«L'Aquila città vittima del terremoto, ma anche della ricostruzione che non c'è?» ha chiesto la conduttrice Myrta Merlino al sindaco che ha potuto così snocciolare una serie di dati e raccontare «la sofferenza dei 40 mila cittadini che hanno "festeggiato" il terzo Natale fuori dalle loro case ancora da ristrutturare». Quindi, Cialente ha puntato il dito «sui lavori che non partono neppure nella periferia, sui soldi fermi alla Cassa depositi e prestiti (oltre 1 miliardo) che non possono essere spesi a causa dei tanti intralci burocratici creati da una gestione commissariale fallimentare». E poi «l'assoluta mancanza di fondi per favorire la ripresa economica».
«Il mio impegno per L'Aquila, dove sono venuto in più occasioni, sarà molto forte» ha esordito il ministro «e ritengo che il presidente Monti, affidandomi questo incarico, abbia pensato a un punto di contatto per le autorità che operano nel cratere. Non ci saranno modifiche ai sistemi attuali di responsabilità, c'è però la necessità del governo di avere un punto di riferimento». Così il vertice di domani (oggi per chi legge) servirà a fare il punto sulle criticità e forse ad affrontare le ragioni dello scontro, ormai insanabile, tra la struttura commissariale e il resto del cratere.
«Qualche giorno fa» ha ripreso il ministro «sono stati sbloccati i 90 milioni del De minimis. Non è tantissimo, ma è pur sempre un inizio. Entro due mesi saremo in grado di costruire un "pacchetto di misure" per far ripartire ciò che adesso è fermo. Sviluppo economico e ricostruzione saranno al centro della nostra attività. Non è possibile che i fondi non vengano spesi. Vedremo come sbloccare questa situazione di stallo».
Un duetto nel quale si sono inseriti anche Bonanni e Rizzo. «L'approccio iniziale è stato sbagliato» ha detto il leader della Cisl. «Si è voluta far passare l'idea che tutto sarebbe stato risolto in un baleno». «La sensazione è che il Paese abbia smesso da tempo di percepire L'Aquila come un problema nazionale» ha aggiunto Rizzo. «Tanto è vero che finora nessuno, a livello centrale, era stato chiamato ad occuparsene. Oggi le cose sono finalmente cambiate».