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Data: 02/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Scandalo Lusi - Lusi escluso dal gruppo del Pd al Senato. Respinta la richiesta di patteggiamento del parlamentare abruzzese, la rabbia del partito

ROMA. Per Luigi Lusi, che ieri su proposta di Anna Finocchiaro è stato espulso dal gruppo del Pd al Senato, i guai sono solo all'inizio. L'ex tesoriere della Margherita, indagato per essersi intascato 13 milioni di euro di rimborsi elettorali spariti dal conto del partito tra gennaio 2008 e agosto 2011, ha proposto un patteggiamento a poco più di un anno di pena e la restituzione di 5 milioni di euro (il suo avvocato ha presentato una bozza di fideiussione che i vertici della Margherita stanno valutando) ma i pm non hanno ritenuto «congrua» la proposta. Il parlamentare, che rischia al massimo tre anni e che ieri ha lasciato la carica di vicepresidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama ma non quella di membro della Giunta delle immunità, nel migliore dei casi potrebbe ottenere una condanna vicina ai due anni con la sospensione condizionale.
In base a quanto accertato sinora dagli investigatori, Lusi avrebbe fatto 90 bonifici da 144 mila euro ciascuno, spostando i soldi in una società di consulenza a lui riconducibile (la TTT srl) spendendoli poi per acquisti di peso: una casa nel centro storico di Roma da 2 milioni di euro (in via di Monserrato) e quote di una società che è proprietaria di una villa del'600 a Genzano dove Lusi vive. E ancora: soldi a una società di diritto canadese e a uno studio di architettura che porta il nome della moglie. Per pagare le tasse su tutte le operazioni eseguite, l'ex tesoriere avrebbe versato 5 milioni di euro.
Ce n'è quanto basta per immaginare che la "bomba" esplosa in casa Pd avrà effetti devastanti. I vertici del partito, a cominciare da Bersani, sono furiosi e non è escluso che Lusi alla fine sia cacciato dal Pd e costretto a dimettersi anche da parlamentare. Per ora, la linea decisa nel quartier generale di largo del Nazareno è quella di chiarire e spiegare: Lusi ha agito "in separata sede" sui conti della Margherita e il Pd non c'entra nulla. Nei prossimi giorni si riunirà la commissione di Garanzia per valutare la posizione dell'ex tesoriere. «Applicheremo le misure previste», garantisce Rosy Bindi, che chiede a gran voce la riforma del finanziamento pubblico dei partiti. E mentre Enrico Letta parla di una «vicenda incredibile», montano le polemiche sulla gestione dei rimborsi elettorali. Il tesoriere del Pd, Antonio Misiani, spiega che il suo partito non aveva titoli per fare controlli sul bilancio della Margherita il cui presidente (Francesco Rutelli) è oggi il leader dell'Api. Nei prossimi giorni potrebbe essere ascoltato dai magistrati Arturo Parisi che due giorni fa aveva denunciato «voci opache» nel bilancio 2011 della Margherita. E una di queste voci riguarderebbe la campagna per le primarie di Dario Franceschini. Ma la questione sarebbe stata già risolta.
«La campagna elettorale è costata 249 mila euro ma alla Margherita non abbiamo chiesto un soldo. Le entrate sono derivate da contributi volontari di singoli parlamenrtari e cittadini» spiega il responsabile per la campagna di Franceschini, Ettore Rosato. Lusi si dimetterà da parlamentare? Stefano Fassina, che gli subentrerebbe in Senato in quanto primo dei non eletti in Liguria, gli chiede di fare il passo indietro «per dignità e senso di responsabuilità» ma poi fa sapere che rinuncerebbe a fare il senatore per lasciare il seggio a Brunella Ricci, di Imperia e subito dopo di lui in lista.


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