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Data: 02/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Il ministro apre alle richieste dell'Aquila. Vertice con Barca e Chiodi: Cialente presenta le priorità della ricostruzione

Il 14 febbraio l'inviato di Monti sarà in visita all'Aquila Proposta la proroga per Reluis e Cineas

ROMA. Il governo Monti apre alle istanze aquilane. La ricostruzione del capoluogo d'Abruzzo torna a essere una priorità per l'esecutivo nazionale, che se non potrà battere il governo precedente come numero di passeggiate in città nel dopo terremoto, almeno prende l'impegno di leggersi, una a una, richieste e proposte targate Chiodi-Cialente. Eterno dualismo che neppure il tavolo romano, il primo del governo dei tecnici che ha designato Fabrizio Barca «ministro per L'Aquila», oppure inviato speciale per la città da ricostruire, riesce a sanare. E così, da largo Chigi 19, sede del ministero per la coesione territoriale, due dei protagonisti escono ciascuno rafforzato nelle proprie convinzioni. Quella di Chiodi, che come informa la Sge (Struttura di gestione dell'emergenza) ha ricevuto la «consacrazione» del governo dei professori nel suo ruolo di commissario, dal quale anche Confindustria vorrebbe vederlo dimissionario, e quella di Cialente che ritiene una sua vittoria il fatto che il governo abbia istituito il tavolo da lui richiesto da mesi. Insomma, una medaglia a testa sullo sfondo di una città da ricostruire a quasi tre anni dal sisma. Due cartelline, due relazioni, due delegazioni. Due ore fitte di colloquio anche vivace. Con la novità (o il ritorno in pista) del dimissionario Fontana. A dimostrazione del fatto che pur sempre di dimissioni finte si sia trattato.
CHI C'ERA. Per il governo, col ministro Barca, il sottosegretario Antonio Catricalà, il capo di gabinetto del ministro delle Finanze Vincenzo Fortunato, rappresentanti della Ragioneria generale dello Stato, del ministero dello Sviluppo economico e della Protezione civile. Della delegazione abruzzese hanno fatto parte il commissario Gianni Chiodi, il capo della struttura di missione Gaetano Fontana, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, il sindaco di Rocca di Mezzo Emilio Nusca (aree omogenee), il capo segreteria del commissario Antonio Morgante.
CHIODI. «Finalmente il governo mette L'Aquila come punto importante della ricostruzione», è il primo commento del presidente della Regione. Secondo il commissario «occorre uscire dal clima elettorale in vista delle amministrative dell'Aquila e concentrarsi sui problemi piuttosto che sulle polemiche di parte». Negli stessi istanti la sua struttura di comunicazione ha già diffuso parole che, nelle intenzioni di chi le diffonde, hanno l'effetto di scendere come balsamo sulle ferite delle incalzanti richieste di dimissioni dirette a Chiodi e alla sua struttura. Così la nota: «Piena fiducia è stata espressa all'operato del commissario. "Il governo ha confermato la sua fiducia a Chiodi già nell'incontro del 28 dicembre scorso", ha tenuto a sottolineare il sottosegretario Catricalà mentre Chiodi ha esposto i problemi più urgenti legati alla ricostruzione». Segue altra stoccata a Cialente. «I rappresentanti del ministero hanno sottolineato come l'ordinanza sui centri storici riporta il lodo Letta cui ha partecipato anche il sindaco. Barca ha chiesto al sindaco di non lasciare spazi ai risentimenti. Il mio tavolo», fa dire la Sge al ministro, «deve partire da zero. Ogni scelta della ricostruzione lascia scontenti. Lo sforzo è quello di superarli per il bene della collettività».
CIALENTE. «Il governo finalmente conosce lo stato dell'arte. Il commissario ha fatto la fotografia generale. Io ho evidenziato tutte le criticità note da mesi. La prima: i soldi dell'emergenza. Trenta milioni finiscono il 31 marzo e non va bene. La filiera Fintecna-Reluis-Cineas deve accelerare. Il Comune deve poter dire la sua sull'organizzazione. Mi sembra che ci sia la volontà di farli restare ma bisogna sbloccare tutte quelle pratiche sennò la gente non rientra in casa e paghiamo 40 milioni l'anno di assistenza alla popolazione. Ho fornito io i dati precisi di quante sono le parti comuni, solo 396 condomìni a fronte di altri mille che aspettano di poter partire. Ho avuto uno scontro col ministero. Loro parlano di rientro alla normalità ma de che? Ora che gli uffici sono oberati di lavoro serve personale. Gli ho detto venite voi a vedere. Siamo in una situazione gravissima. Serve una nuova ordinanza per i centri storici. Ho depositato un dossier. Faccio tutto, ma fate presto. E fidatevi di noi».
I PICCOLI COMUNI. «Rappresentiamo il 50% della popolazione colpita dal sisma», ha detto al tavolo Emilio Nusca sindaco di Rocca di Mezzo che parla in un'altra nota della Sge. «I collaboratori assunti con le ordinanze sono fondamentali non per l'emergenza come erroneamente crede il ministero ma per la ricostruzione. I nostri sono problemi diversi da quelli del capoluogo. Per questo il percorso può essere più veloce anche grazie agli uffici consortili».
SAN VALENTINO. Data non casuale quella scelta dal ministro per la sua prima visita all'Aquila dopo il nuovo incarico. Il 14 febbraio 2010, 300 innamorati della loro città forzarono la zona rossa e diedero vita alla stagione delle carriole.

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