PESCARA. Monta la rabbia dei duecento passeggeri del treno Es 9823: partito da Milano alle 18,13 di mercoledì è arrivato a Pescara alle 9,06 di ieri con un ritardo di più di dieci ore. I passeggeri sono rimasti bloccati a causa della neve: in trappola nei vagoni, per loro è stata quasi una notte all'addiaccio. Sulla pagina Facebook del Centro, Roberto Colini commenta: «Vabbè, dai, un'ora in più un'ora in meno». Ma il Codacons ha già annunciato «un esposto alla procura e al ministero dei Trasporti, chiedendo di verificare i fatti e le cause che hanno determinato i forti ritardi nei soccorsi». Sempre su Facebook, Raffaele Rapagnetta fa un paragone: «Si rivedono situazioni da inizio secolo, ci manca solo che uno si deve portare le coperte da casa per poter viaggiare. Questa estate durante la mia vacanza in Russia ho fatto una tratta di 700 chilometri con un treno moderno e funzionale (con tanto di ristorante a bordo): ci ho messo 6 ore e ho pagato 23 euro e non stiamo parlando della Germania ma della Russia. La guida mi ha spiegato che durante l'inverno con 30 centrimetri di neve costante il treno marcia senza eccessive difficoltà, pensate che non si ferma neanche la Transiberiana... vedete come stiamo messi».
Su questo, il movimento dei consumatori Aduc si è domandato come sia stato possibile il congelamento dei cavi «per temperature che non sono certo polari. Vorremmo sapere se i viaggiatori sono stati informati dei loro diritti, cioè della possibilità di rimborso e di risarcimento dei danni subiti. Questo dovrebbe fare un'azienda a capitale pubblico, cioè di proprietà di quei cittadini che viaggiano sui treni Fs».
Federconsumatori dell'Emilia-Romagna ha richiesto un incontro urgente a Trenitalia «per stabilire le modalità dei rimborsi e risarcimenti per i passeggeri che hanno subito questi gravi disservizi», invitando tutti i passeggeri «a conservare biglietti e documentazione». Telefono Blu consumatori ha denunciato, in una nota, che «quanto accaduto ieri con il treno Milano-Taranto appartiene, tolte le tragedie come quelle della Costa Concordia, a uno degli incubi peggiori che possano capitare ai passeggeri. Pare incredibile che una pur abbondante nevicata nel 2012, possa provocare un tale disagio».