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Pescara, 06/04/2026
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Data: 03/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ferrovie e autostrada in tilt: è blocco. Rubati cavi di rame a Lunghezza, il maltempo peggiora la situazione

Le complanari vanno a rilento. Ponte di Nona chiude per una notte

AVEZZANO - Basta un po' di neve e quattro ladruncoli a fermare il collegamento tra l'Abruzzo e la Capitale. Scuole materne, elementari e medie chiuse anche oggi e domani, intanto, ad Avezzano: lo ha deciso il sindaco, Antonio Floris, in seguito alle comunicazioni del dipartimento di Protezione civile. La task-force del Comune è in azione per ripulire dalla neve le strade di centro e periferie. Ignoti, invece, hanno rubato i fili di rame della stazione di Lunghezza, nel Lazio, proprio dove la ferrovia Roma Pescara passa dal binario doppio a quello unico. Apriti cielo: i treni sono scomparsi su tutta la linea e meno male che le scuole erano chiuse (e lo saranno ad Avezzano anche oggi e domani) altrimenti centinaia di studenti sarebbero rimasti nelle stazioni a congelarsi. E l'autostrada non è stata da meno: chiuso lo svincolo di Ponte di Nona, l'altro giorno con l'Arpa che già si sobbarca le fatiche di Sisifo per arrivare a ponte Mammolo dalla Marsica e scaricare le centinaia di pendolari che vanno dall'Abruzzo a Roma. Ma è un paese civile questo? Se lo chiede la Federcopa che fa partire il disastro dei collegamenti della Valle Peligna: «Per l'Arpa i pendolari della valle Peligna sono di serie B. Nonostante le sollecitazioni dell'assessore Morra, del Consiglio regionale, dei sindaci e di tanti lavoratori e studenti, la corsa diretta del mattino, che collega Sulmona a Roma, a due mesi esatti dalla soppressione, non è stata ancora ripristinata». Lo denuncia Francesco Di Nisio, presidente della Federazione dei comitati dei pendolari d'Abruzzo (Federcopa). «A dicembre - spiega - i vertici dell'Arpa ci avevano assicurato che in tempi brevi questa decisione inspiegabile, che crea enormi disagi e pesanti ritardi ai pendolari della valle Peligna, sarebbe stata ritirata. Invece la corsa delle 8 che fino al primo dicembre arrivava a Roma alle 10, ora accumula ore di ritardo perché è stata posticipata e deve transitare per il centro di Avezzano». «Noi diciamo no a questa soppressione - ha aggiunto Di Nisio - e ai dirigenti dell'Arpa abbiamo fornito delle soluzioni alternative a costo zero che invece continuano ad essere ignorate». Di Nisio ha rinnovato l'appello all'assessore regionali Trasporti, Giandonato Morra e all'intero Consiglio regionale, «a intervenire al più presto. Nessuno può considerare il Centro Abruzzo come un territorio di categoria inferiore». Marsica e valle Peligna, dunque unite nella lotta? Pare di sì: se l'Abruzzo non riesce a stabilire decenti collegamenti con Roma, insomma, la vicenda si riveste del sapore del paradosso. Quale sviluppo può sperare l'Abruzzo interno e Avezzano, che aumenta la sua popolazione, se poi si deve rinunciare ai collegamento con la Capitale? Ormai acquisita la incredibile circostanza che un po' di neve fa slittare i treni sulla salita di Colli di Monte Bove cosa accade in aurtostrada? Un disastro se non partono le complanari: lo dicono addirittura le associazioni dei commercianti di Pescara. Occorrerebbe che Chiodi ideasse un'authority che sorvegli e rilanci lo stato dei collegamenti con Roma in attesa che gli ingressi nella Capitale vangano raddoppiati. Il direttore di esercizio geometra Igino Lai nel maggio scorso trionfalmente annunciava: la concessionaria Strada dei Parchi spa informa i viaggiatori che lunedì 9 maggio sono stati avviati i lavori di realizzazione delle complanari all'autostrada A24, tra lo svincolo di viale Palmiro Togliatti e la barriera di Roma Est. I lavori, che complessivamente dureranno tre anni, saranno eseguiti prevalentemente all'esterno delle esistenti carreggiate autostradali. Tuttavia, in alcune fasi, sarà necessario ricorrere alla parzializzazione della carreggiata autostradale imponendo dei flessi alle corsie di transito ma garantendo sempre e comunque due corsie per ogni senso di marcia sebbene di larghezza ridotta. Tutti gli interventi che potrebbero determinare eventuali turbative al traffico, rallentando la circolazione, verranno eseguiti in orario notturno». Ci risentiamo tra tre anni.





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