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Data: 03/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le elezioni a L'Aquila - De Matteis candidato sindaco. Ufficializzazione e presentazione del movimento «L'Aquila città aperta»

Il vice presidente del Consiglio regionale vuole andare oltre gli schemi precostituiti e non chiude a Terzo Polo e Pdl

Sembra un altro Giorgio De Matteis quello che ieri si è presentato alla città. Non una parola di attacco all'avversario di sempre, Massimo Cialente. Sebbene tirato per la giacca si guarda bene dal dire parole fuori posto contro il Pdl o contro i partiti in generale. Insomma, al De Matteis candidato sindaco calza a pennello il ruolo di martire o meglio del pastore. È lui stesso che azzarda il parallelo con una nobile citazione del grande pacifista Martin Luther King tesa far comprendere alla gente il suo dissidio spirituale: «Prima o poi arriva l'ora in cui si deve prendere una posizione che non è né sicura né conveniente né popolare, ma bisogna prenderla perché la coscienza dice che è giusta». E proprio come Luther King, De Matteis «ha un sogno»: che L'Aquila diventi «una città aperta» e che recuperi ben presto la sua credibilità minata dall'esasperata conflittualità. «È vero: negli ultimi mesi sono stato silente - ha ammesso De Matteis -. È stato necessario perché la gente era esasperata rispetto alla conflittualità che stava raggiungendo livelli esagerati. Il silenzio talvolta è più fragoroso delle parole. Già dopo il sisma dissi che non contava più l'appartenenza politica. Avevo dentro la volontà di superare un sistema partitico. Ho il massimo rispetto nei confronti dei partiti e delle associazioni civiche, ma ho consapevolezza e avverto che c'è una volontà di andare oltre gli schemi precostituiti. La straordinarietà della condizione aquilana impone scelte diverse». Dunque De Matteis apre a 360 gradi cercando aggregazioni con partiti associazioni di categoria società civile, uomini di buona volontà. «Nei prossimi giorni avrò ulteriori elementi di contatto per far convergere la città su questi comuni obiettivi. Si aprono contatti a ogni livello: società civile, associazioni di categoria». Poi un cenno al futuro consiglio comunale dove i consiglieri «dovranno assumere un ruolo più robusto. Dovranno avere il diritto ad avere le specifiche attività». Al via dunque la scommessa di De Matteis che non si sente il De Magistris aquilano. Le primarie non lo interessano perché non vuole entrare in schemi precostituiti. Sui rapporti con il terzo polo (in particolare l'Udc) apre, come pure sulla convergenza con il Pdl. Insomma chi c'è c'è, «io c'entro» verrebbe da dire rispolverando un vecchio slogan. «Credo si possa lavorare per la maggior condivisione possibile», dice affermando che manterrà «il suo ruolo alla Regione che non è incompatibile con la candidatura». Poi uno sguardo al futuro: «La prima cosa che farò da sindaco è ridare dignità a tutti i componenti della macchina comunale. Non farò rivoluzioni epocali». Sponsor politici? «Mai avuti neanche quando ero nell'Udc. Alla gente non interessa a che partito appartieni, ma quello che vuoi fare». Quante liste? «Mi auguro che siano tante. La mia non sarà una coalizione, ma un'aggregazione di forze». Infine il cavallo di battaglia o di Troia se volete, la zona franca: «Il governo ha comunque mantenuto la notifica europea. Ora siamo in attesa del decreto attuativo».


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