SULMONA. Sospeso per due settimane il provvedimento di chiusura della mensa della stazione ferroviaria, che di fatto però resta chiusa. Le minacce di scioperi e agitazioni da parte di lavoratori e sindacati hanno spinto Rfi ad aprire un confronto.
Nei prossimi incontri i vertici delle Ferrovie decideranno il destino della mensa. Unica cosa certa è che i lavoratori pranzeranno per i prossimi giorni con i cestini preparati dalla Gemeaz, ditta che aveva in appalto la mensa ferroviaria. Dopo di che non buio per il futuro prossimo. «Dopo di che non sappiamo dove andremo a mangiare», conferma Salvatore Angelone, Rsu della Filt Cgil, «nel bar esterno, infatti, non sono state attivate le necessarie convenzioni per le nostre smart card, con cui eravamo soliti pagare i nostri pasti. Ora non possiamo certo pagarli a prezzo pieno e in contanti. Ma per noi la cosa non finisce qui, siamo pronti ad andare in tribunale, visto che la mensa è un nostro diritto». Conferma la linea dura anche Luigi Antonetti della Filcams Cgil. «Abbiamo saputo della sospensione del provvedimento di chiusura», aggiunge Antonetti, «ma non ci basta. Di fatto, poi, la mensa resta chiusa, con l'unico dipendente rimato messo in ferie».