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Data: 04/02/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Ferrovie in tilt, la Regione chiede quattro milioni di danni a Trenitalia Soppressi 330 treni . Fino a mezz'ora di attesa alle fermate

FERROVIE come un colabrodo, per il quarto giorno di seguito. Neve e ghiaccio non mollano la presa e i 60 mila pendolari piemontesi sono sull'orlo di una crisi di nervi. Per ieri Trenitalia aveva annunciato lo stop di un treno su quattro, per evitare il traffico sui binari. Ma alla fine ha circolato meno del 60% dei convogli e tutti gli altri hanno viaggiato in ritardo. Un disastro, tanto che il presidente Cota ha alzato il telefono e chiamato l'ad di Ferrovie Mauro Moretti: «Capisco il maltempo dice - ma il diritto dei piemontesi ad avere un servizio ferroviario decente è prioritario». Trenitalia rispetti i patti, insomma, anche quelli a lunga scadenza come la consegna dei treni nuovi a giugno per la quale dalla Regione ventilano ci siano dei ritardi. A ruota l'assessore Bonino ha battuto i pugni sul tavolo e deciso che per questa settimana di disservizi Trenitalia non sarà pagata. Basta dividerei 240 milioni di euro del contratto annuale per le 52 settimane per capire che a Trenitalia la debacle degli ultimi giorni potrebbe costare oltre 4 milioni di euro, più i 200 mila già previsti solo per le penali. E non basta: la Regione sta valutando di regalare un mese di abbonamento gratuito ai pendolari per ricompensarli dei disagi. «Da marzo in poi» è l'intenzione, ovvero con il disgelo, anche per evitare che il mese gratis sia un ulteriore supplizio per i viaggiatori. «I pendolari piemontesi non possono essere costretti a viaggiare su treni ridotti a ghiacciaie - spiega l'assessore Bonino - hanno subito aumenti del 23% e invece dobbiamo constatare percentuali inaccettabili di ritardi e soppressioni dei convogli». In effetti ieri viaggiare è stata un'impresa. Solo nelle ore del mattino sono stati soppressi 151 treni (per 80 lo stop era stato annunciato) e hanno viaggiato in 196. A fine giornata sono stati 330 i treni soppressi. Tutti gli altri erano pieni, spesso gelidi e con ritardi finoa tre ore. La più martoriataè stata la Torino-Milano, per la rottura, causa gelo, di uno scambio a Castelrosso, tra Santhià e Chivasso, che ha bloccato anche per Casale e il Vercellese. Ritardi garantiti anche sulla Alessandria-Torino, nel Cuneese e per i treni provenienti da Ivrea e per quelli tra Acqui Terme e Genova. Stop anche ieri ai convogli tra Pinerolo e Torre Pellice. Alle 17 il locomotore del Torino-Venezia, rotto al binario 4, ha mandato in tilt la stazione di Porta Nuova. Tensione anche a Porta Susa dove centinaia di pendolari ha fatto la spola tra i binari . «Da quasi due ore facciamo la transumanza- denuncia una viaggiatrice diretta a Caluso - siamo dei pupazzi paganti. È una vergogna». E oggi potrebbe essere peggio: Trenitalia prevede uno stop per il 40 per cento dei convogli Gtt. È andata un po' meglio a chi ha dovuto spostarsi in città. Gli autobus della Gtt hanno circolato tutto il giorno, nonostante la neve, e i ritardi, dovuti al traffico cittadino e alle difficili condizioni delle strade, non hanno comunque superato la mezz'ora. Nessuna linea chiusa, i bus semplicemente sono andati più piano. In difficoltà proprioi mezzi più moderni: il cambio automatico si blocca per il gelo e devono rientrare per iul gelo. In tilt i tornelli della metropolitana che ieri mattina, causa gelo, non leggevanoi biglietti. In alcune fermate si sono create lunghe code e qualcuno ha anche fatto il "portoghese". Durante la giornata Gtt ha inviato i suoi assistenti, una cinquantina, a presidiare i varchi e obliterare manualmente i biglietti. In 360 hanno poi spalato e riempito di sale le scalinate delle fermate della metro, che non sono dotate di pensilina e quelle degli autobus. Taxi. Caccia al taxi ieri mattina per chi non è riuscito a muovere la macchina e non ha trovato un autobus. Almeno fino alle 10 i centralini delle due cooperative cittadine erano bollenti. Strade ghiacciate e traffico hanno allungato le corse raddoppiando in molti i tempi di percorrenza. Quasi impossibile conquistarsi una vettura nonostante circolassero 200 auto in più. Caselle. Ritardi medi di tre quarti d'ora per i voli da Caselle che però nonostante i 25 centimetri di neve caduti sulla pista è sempre rimasto aperto e ha anzi ospitato voli destinati a Bologna, Cuneo e Genova, dirottati per maltempo. A garantire la funzionalità dello scalo 150 addetti che hanno versato 30 mila litri di decongelante sulla pista e 35 mila litri di acqua calda per togliere la neve dagli aerei.

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