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Data: 05/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Emergenza maltempo - L'Abruzzo chiede lo stato di emergenza. Autostrada chiusa fino a domani, polemiche per la Regione assente

L'assessore Giuliante ammette: esiste un problema di sinergia tra le forze in campo

PESCARA. Gestione maldestra, approssimativa e pasticciata dell'emergenza maltempo, e drammatica assenza della Regione. Scoppia la polemica politica sull'Abruzzo isolato dalla neve. Sotto accusa gli enti locali, i gestori di autostrade e treni e la Regione, quest'ultima incaricata del coordinamento della Protezione civile.
È il Pd a puntare l'indice e a portare il caso nel consiglio regionale di martedì in cui annuncia che chiederà il riconoscimento dal governo lo stato di emergenza e calamità naturale. Cosa questa su cui è perlomeno d'accordo il Pdl, il quale insiste tuttavia sulla gravità del fenomeno naturale. «Al governatore Chiodi domani (oggi per chi legge) solleciterò di chiedere il riconoscimento dello stato di emergenza e calamità», afferma al telefono il senatore e coordinatore del partito Filippo Piccone.
DOMANI LA RIAPERTURA. Nel giorno in cui si susseguono gli incredibili disagi di viaggiatori, famiglie e autombilisti e in cui la stessa "Strada dei parchi" - società che gestisce in concessione le autostrade Roma-L'Aquila-Pescara - è costretta ad ammettere che i rischi per la circolazione sono ancora tanti e che l'obiettivo è quello di riaprire A24 e A25 almeno per domani mattina, finisce sotto accusa la macchina organizzativa che avrebbe dovuto prevenire ciò che è invece avvenuto malgrado l'evento-meteo fosse il più annunciato probabilmente degli ultimi dieci anni.
Treni che impiegano 36 ore da da Roma a Pescara, pullman bloccati, automobilisti costretti a trascorrere la notte al freddo nelle gallerie in auto. E quasi 7.500 famiglie (il dato è dell'Enel) che sono ancora senza luce. È questo il desolante panorama dell'Abruzzo che vorrebbe risalire la crisi economica-infrastrutturale e che invece viene soffocato dalla neve.
L'ORGANIZZAZIONE. «C'è un problema di sinergia fra gli enti della macchina emergenziale», riconosce l'assessore alla Protezione civile Gianfranco Giuliante. Eppure è lui il primo a finire nella polemica.
Sul sito della Protezione civile, al contrario di quanto avviene in altre regioni, non c'è ombra del maltempo, nessuno aggiornamento. Si deduce che sia successo qualcosa solo quando arriva il primo bilancio ("report") su quanto è stato fatto. E che parla di 60 squadre di volontari, altrettanti mezzi per un totale di oltre 350 unità, distribuzione di generi di prima necessità, trasporto di medicinali e soccorsi agli automobilisti. «Lo so che adesso se la prenderanno con me ma ricordo che il comando di tutte le operazioni relative alla viabilità è in capo ai vari Cov, Comitato operativo viabilità, istituiti presso le prefetture», sottolinea Giuliante.
LE ACCUSE. L'assessore non sbaglia a prevedere la polemica. Il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci: «La Regione spicca per la sua assenza e silenzio in queste ore drammatiche per molti e questo malgrado sia responsabile del coordinamento della Protezione civile». Paolucci va a fondo e parla di intollerabile carenza "di prontezza di riflessi" e auspica l'avvio di inchieste: «Ferrovie e Strada dei Parchi, avrebbero dovuto prevedere con largo anticipo gli effetti di una nevicata fuori dalla norma, visto che sono sempre pronti ad aumentare i costi a carico dei cittadini. Ci auguriamo che si faccia presto luce sulle pesanti responsabilità di chi non ha saputo fare il proprio dovere». «Come capita spesso di fronte alla necessità della mobilitazione e dell'iniziativa la Regione scompare, chiederò conto del lavoro di coordinamento della Protezione civile», riprende il capogruppo pd in consiglio regionale Camillo D'Alessandro, «è incredibile che sul sito della Protezione civile regionale non ci sia un rigo. Troppi Comuni sono lasciati soli a se stessi, molte attività produttive rischiano blocchi prolungati con danni economici ed occupazionali. Era necessario», continua, «un piano regionale, che compete alla Regione attraverso la Protezione civile, ma tutto è fermo, mentre Chiodi è letteralmente scomparso».
Giuliante parla di competenze esaudite: «La sala operativa della Protezione civile è aperta h 24 dalla serata del 2 febbraio e rimarrà aperta per continuare a garantire il massimo sostegno alle persone fino al superamento dell'emergenza».
SALA OPERATIVA. Al centralino (800.861.016, 800.860.146, 0862.311526) sono arrivate migliaia di segnalazioni. Anche quella dei volontari che a bordo di un fuoristrada dovevano entrare in autostrada per portare soccorso agli automobilisti bloccati. «Scusate, ma qui ci dicono che dobbiamo pagare il biglietto dell'autostrada, che facciamo?», hanno domandato. Alla fine non hanno pagato.

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