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Pescara, 06/04/2026
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Data: 05/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Emergenza maltempo - L'odissea sul treno Roma-Pescara, in 150 bloccati per 24 ore

CARSOLI. Ventiquattro ore di sosta hanno trasformato un viaggio in treno in un'odissea per 150 passeggeri che venerdì pomeriggio erano diretti da Roma ad Avezzano. Un incubo diventato realtà dopo poco più di due ore di viaggio, quando il treno ha sostato a Carsoli, una delle fermate previste dal tragitto. Quello che non era previsto però era che il convoglio sarebbe rimasto fermo in stazione per più di un giorno.
Le prime avvisaglie dei disagi arrivano alle 17, poco dopo la stazione di Oricola, dove il treno si spegne per un calo di tensione elettrica. Poche centinaia di metri dopo l'inizio dell'odissea per i 150 viaggiatori. Una volta arrivati nella stazione di Carsoli, il capotreno annuncia la possibilità di un ritardo nella partenza verso Avezzano a causa di guasti a due convogli fermi nella stazione di Tagliacozzo, che occupano entrambi i binari. Nulla di troppo preoccupante per i pendolari che hanno atteso per oltre un'ora, pazienti, lo sgombero del binario.
Col passare del tempo però diventa sempre più tangibile la criticità della situazione: la neve scende senza sosta e lo staff di Trenitalia promette di mezz'ora in mezz'ora interventi tempestivi con motrici e turbine. Nei vagoni, dopo i primi minuti di tensione, i pendolari iniziano a scambiarsi opinioni sul disagio.
Giovanni Di Lorenzo, ingegnere del team McLaren F1, avezzanese di nascita ma trapiantato a Londra da 15 anni, non prendeva un treno da più di dieci anni «Viaggio spesso per lavoro in tutto il mondo ma una situazione del genere non mi era mai capitata», racconta l'ingegnere, «la cosa paradossale è che la situazione che stiamo vivendo si poteva evitare cancellando il treno, visto che si sapeva del blocco a Tagliacozzo».
Col passare delle ore, le speranze di ripartire si affievoliscono e gli animi cominciano a scaldarsi: i servizi igienici sul treno non funzionano un gruppo di pendolari chiede spiegazioni al ferrovieri in stazione che, impotenti, non fanno altro che constatare l'assoluta incertezza di qualsiasi notizia, rendendo così furiosi i pendolari meno contenti della sistemazione di fortuna. I continui aggiornamenti telefonici con familiari e amici rendono ancora più preoccupati gli animi: a Tagliacozzo la neve è arrivata a toccare il metro e mezzo, ad Avezzano i centimetri sulle strade sono più di 80, le speranze di ripartire in nottata sono pochissime.
«Chi da decenni viaggia con il treno», commenta Elsa De Carolis, impiegata a Roma e prossima alla pensione, per niente stupita dalla situazione, «sa che i disagi non sono imputabili alla neve, ma all'abbandono in cui versa la linea ferroviaria. Se si aggiunge che siamo qui da ore e nessuno si è degnato di prestarci assistenza si capisce come i disagi siano all'ordine del giorno». Il personale in stazione ha messo a disposizione le sale e i bagni ma questo non rende meno disagevole la situazione. Poco prima della mezzanotte due volontari della Croce Rossa offrono un thè caldo, ma l'attenzione di tutti è rivolta alle notizie che si susseguono riguardo un possibile arrivo di una motrice che porti il treno fino a destinazione. L'alba arriva disattendendo le attese dei viaggiatori, che con poche decine di minuti di sonno capiscono che il treno ha perso tensione elettrica, rendendo i vagoni gelati in pochi minuti. Il capotreno ordina il trasferimento nella scuola elementare del paese, dove un piatto di pasta e fagioli scalda i 150 sfortunati di Trenitalia.
Ironicamente si scherza sul record di 19 ore di sosta forzata, cifra che doppia il blocco del treno Bologna-Taranto di pochi giorni prima.
Le notizie dei telegiornali sul blocco dell'A24 e della Tiburtina riportano la preoccupazione nell'aria, e ci si chiede come si potrà tornare a casa. Un gruppo di pendolari determinati passa di sedia in sedia per far firmare il primo atto di una class action contro Trenitalia.
«Perché è paradossale che un'emergenza annunciata con settimane di anticipo sia stata gestita in questo modo» ha spiegato Pierpaolo Di Nicola, libero professionista avezzanese e promotore dell'azione legale.
Alle 17.54, con la folla di pendolari risalita sul treno, il sollievo per la partenza si mescola all'amarezza. «La giornata appena passata è l'ennesima dimostrazione di quanto il servizio pubblico italiano non sappia gestire la minima emergenza», ha commentato rassegnato David Lobene, pendolare trasaccano, mentre la motrice arrivata da Avezzano agganciava il resto del treno che finalmente sta muovendo i primi metri dopo 24 ore di stop sotto la neve. Alle 19.55 arriviamo ad Avezzano, dopo un stop temporaneo a Sante Marie. Il treno riparte subito alla volta di Pescara.

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