AVEZZANO - Federico Brandani è uno degli aquilani ricoverati nella scuola di Carsoli. Sì, proprio ricoverati: «Ero uno dei tanti automobilisti bloccati nella galleria di Tagliacozzo - racconta- sono stato costretto a tornare indietro a Carsoli alle 23 di venerdì dove ancora mi trovo, in compagnia soltanto del mio telefonino». La sua testimonianza è delle 16,30 di sabato. Mentre è proprio il commento del presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa che fa scalpore: «Da tempo si sapeva di questa ondata straordinaria di maltempo, e nonostante ciò la disorganizzazione è totale, la strada è impraticabile: una situazione assurda, inenarrabile, che lascia sgomenti in un Paese (che si dice) evoluto come il nostro». Tornava da Roma dopo una riunione sul dragaggio del porto canale con i vertici dell'Ispra. E sulla superstrada del Liri? «Ci vuole l'esercito» commenta Tito Alfano, uno dei quattro appassionati di trial (Fabio Sauli, Marco Baldassarre e Devis Di Cesare) che hanno portato cibo e medicine alla gente. La sua invocazione risale al pomeriggio di venerdì: l'esercito è arrivato davvero qualche ora dopo. «E meno male, da soli non ce la facevamo più».
Hanno dormito sul bus 15 pendolari che dalle 16.15 della giornata di venerdì non riescono ancora a tornare all'Aquila a causa della chiusura dell'arteria provenienti da Roma. «Ci hanno cacciato dall'autostrada per non avere responsabilità - ha riferito Guido -. La gente è esasperata qualcuno ha proposto perfino di forzare il casello dinanzi alla ipotesi di passare un'altra notte all'addiaccio». «Nei paraggi c'è ricettività solo per una quarantina di persone perciò siamo stati costretti a dormire sul pullman - ha testimoniato Guido nel primo pomeriggio di ieri - Con noi ci sono almeno 400 persone ammassate nei pressi della stazione di servizio. L'autostrada è stata ripulita dalla neve dopo la caduta della slavina. Non riusciamo a capire per quale ragione non ci fanno tornare a casa. Fortunatamente per bere qualcosa di caldo e mangiare c'è la vicina stazione di servizio ma non possiamo continuare a restare qui. Se riprende a nevicare cosa faremo?». Una odissea senza fine quella dei pendolari che lamentano di essere stati abbandonati. «La notte in autobus è stata durissima, fa un freddo cane» ha riferito un altro pendolare. Nell'area di servizio sono stati anche molti bambini e anziani, anche loro prigionieri dell'inferno in abito bianco.