Il direttore: prima della slavina andava tutto bene
PESCARA. «Noi gestiamo la strada, mettiamo a disposizione la struttura e le cose stavano andando bene dal punto di vista della sicurezza tanto è vero che fino quando non c'è stata la slavina tra Tagliacozzo e Carsoli la strada era perfettamente percorribile». Il direttore generale esercizio di "Strada dei parchi" Igino Lai schiva le accuse di impreparazione e disorganizzazione che piovono addosso alla società concessionaria che fa riferimento al Gruppo Toto. «Abbiamo attivato fin da subito 130 mezzi operativi, e la macchina organizzativa, così come l'autostrada, funzionavano come un orologio svizzero, malgrado i consigli agli automobilisti di non mettersi in viaggio», sottolinea. Strada dei parchi rimarca di essersi mossa in conformità ai protocolli relativi alle operazioni di viabilità invernale approvati di fronte a fenomeni-meteo di particolare gravità e in combinazione con temperature particolarmente rigide («oltre 1,5 metri di neve, circostanza che non si verificava da oltre 20 anni, con temperature inferiori ai 7 gradi e visibilità ridotta a circa 20/30 metri»). «La slavina ha creato l'infarto», riprende il funzionario impegnato di persona nella sala operativa, «e a quel punto la struttura di emergenza diventa di gestione della Protezione civile».
Lai ripete che Strada dei parchi ha messo fin da subito in campo «tutto quello che ha»: «Non appena la polizia stradale ha rilevato e segnalato la criticità della slavina abbiamo deciso di chiudere l'austrada al traffico per motivi di sicurezza. Quando sarà riaperta? Stiamo lavorando per mettere in sicurezza l'intera tratta, ci sono uomini che sono sul posto da 36 ore di fila, contiamo di riaprire i caselli al traffico commerciale di lunedì (domani), meglio ancora se potremo farlo già domani (oggi), ma la neve è tanta».
«È evidente che stanno mettendo le mani avanti. Sembra un bollettino di guerra di Mussolini durante la ritirata di Russia». Così Rifondazione comunista critica quanto espresso da Strada parchi, che giudica la "difesa" della A24 «assai poco convicente». «Se gli enti locali possono trovare più o meno fondate giustificazioni per l'impreparazione non si può dire lo stesso per una società autostradale», afferma l'ex deputato Maurizio Acerbo, «presenterò un'interrogazione a Chiodi ma auspico che i parlamentari abruzzesi si attivino per fare chiarezza».