Il presidente della Provincia di Pescara: non so chi sia l'imputato ma non ha funzionato la macchina di gestione
PESCARA. «Nell'ambito di questa ondata di maltempo, la macchina di gestione dell'emergenza non ha funzionato. Ho capito quello che sto avvertendo già da un po' di tempo: oggi, in Italia, quando si devono affrontare situazioni di questo tipo, pur essendo un Paese che fa parte dell'area occidentale, si è spesso impreparati».
È questa l'amara constatazione del presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa.
C'era anche lui, infatti, tra le centinaia di persone rimaste bloccate a Carsoli, in seguito alla chiusura, venerdì pomeriggio, dell'autostrada A24, a causa delle intense nevicate e di una slavina caduta sul manto stradale. «Ho dormito su una sedia, nella hall di un albergo», racconta il presidente dell'amministrazione provinciale sottolineando che «da Carsoli, comunque, c'è stata una grande accoglienza».
Testa, di ritorno da Roma, dove c'è stato un incontro sul dragaggio del porto di Pescara, è riuscito comunque a rientrare nel capoluogo adriatico, nel tardo pomeriggio di ieri, tornando indietro verso Tivoli e passando per Caserta. Con lui c'era il comandante della Capitaneria di Porto di Pescara, Luciano Pozzolano.
È a Facebook che il presidente affida il suo sfogo. Da amministratore pubblico - e lui di problemi ne ha tanti, uno per tutti il dragaggio - Testa attacca tutti coloro che, di fronte ad un'ondata di maltempo preannunciata, avrebbero dovuto gestire la macchina dell'emergenza. «Da ieri pomeriggio sto cercando di rientrare da Roma», scrive Testa sul social network.
«L'autostrada è bloccata, paralizzata dalla neve. Dopo ore e ore fermi in auto, in fila insieme ad altri chilometri di mezzi, siamo usciti a Carsoli, dove siamo rimasti tutta la notte. Ovviamente, considerata l'emergenza, senza trovare un posto per dormire».
«Ancora adesso (ieri mattina, ndc) siamo fermi qui, senza sapere come rientrare a Pescara», prosegue l'amministratore pubblico pescarese, «non abbiamo la possibilità di muoverci in alcun modo. Da tempo si sapeva di questa ondata straordinaria di maltempo, e nonostante ciò la disorganizzazione è totale, la strada è impraticabile».
«Una situazione assurda, inenarrabile», attacca Testa «che lascia sgomenti, in un Paese (che si dice) evoluto come il nostro. Nelle mie stesse condizioni si sono trovati purtroppo donne, anziani e bambini, magari bloccati in bus paralizzati in galleria. Qualcuno direbbe un tranquillo weekend di paura (in autostrada)!».
Raggiunto telefonicamente dal quotidiano Il Centro, il presidente della Provincia di Pescara sottolinea la mancanza di comunicazione e dice di non sapere di chi sia la responsabilità di quanto accaduto. «Non so chi sia l'imputato», afferma, «ma c'è stata la macchina di gestione dell'emergenza che non ha funzionato. In Paesi come la Svezia, la Svizzera o la Germania, una cosa del genere non sarebbe successa. Non eravamo su un'isola deserta, ma, al contrario, in una zona di montagna, che dovrebbe essere preparata a situazioni di questo tipo».
Da amministratore pubblico, Testa evidenzia come questa esperienza sia servita per chiarirsi le idee e per confermare ciò che già pensava: «Ho capito quello che sto avvertendo già da un po' di tempo», spiega il presidente «e cioé che oggi, in Italia, quando si devono affrontare situazioni di emergenza, pur essendo un Paese che fa parte dell'area occidentale, si è spesso impreparati».
«Non so se sia stata una lezione per me o per qualcun altro» aggiunge Testa, «ma spero che i disagi possano concludersi presto. Il mio primo pensiero, ovviamente, va ai bambini, agli anziani e a tutti i pendolari che hanno perso coincidenze ed hanno avuto problemi con il lavoro. Se fossero vere tutte le storie che si sono sentite nelle ultime ore», conclude Guerino Testa «vorrebbe dire che abbiamo ancora moltissimo da imparare».