PESCARA. Doppia odissea per i pescaresi sorpresi dal maltempo mentre rientravano da Roma. Da venerdì, chi in pullman, e chi in auto, sono rimasti bloccati insieme ad altre centinaia di persone per più di 24 ore prima di raggiungere Pescara. Tra loro anche il direttore del Conservatorio Luisa D'Annunzio, Massimo Magri, e il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa.
Prigionieri del maltempo e della disorganizzazione nella galleria della A24 tra Carsoli e Tagliacozzo sono stati i passeggeri di un pullman a due piani diretto a Pescara (nella foto) che, con altri 7 autobus e decine di macchine, hanno aspettato che liberassero la strada dalle 17,15 di venerdì alle 7 di ieri, per poi raggiungere Pescara solo alle 15 passate, dopo un'ulteriore avventura fino all'Aquila. «Ci hanno detto che c'era stata una slavina che bloccava l'uscita della galleria», racconta Valeria Di Palo, «e che serviva una trivella da Pescara. È arrivata alle dieci di sera, ma si è rotta. Quella grande è arrivata alle sette del mattino, quando eravamo tutti stravolti dal freddo, dalla fame e dalla preoccupazione, con persone che chiedevano farmaci e la difficoltà di andare in bagno». Racconta il professor Magri: «La sensazione era che non ci fosse un coordinamento, la reale percezione di quello che stava accadendo. Il brutto è stato proprio che non si riusciva a capire cosa stesse succedendo». Per questo arrivati a Pescara intorno alle 15 di ieri c'è stato chi prometteva un'eventuale azione legale collettiva per quanto patito.
Ma il viaggio da incubo è stato anche per quei pescaresi (compreso il presidente della Provincia Testa) che nello stesso pomeriggio di venerdì, mentre l'autobus era già sulla A24 poi chiusa per neve, sono stati dirottati sulla Tiburtina insieme a un altro migliaio di persone. Ma a Carsoli hanno trovato un altro inferno, terminato solo alle 21 di ieri quando in colonna e scortati dalla polizia, hanno potuto riprendere l'autostrada. «È saltata la catena di comando, sono venuti anche alle mani», racconta al telefono Antonio Di Berardino, ex vice sindaco di Montesilvano. «È una vergogna», dice esasperato il manager Vittorio Sargiacomo, «chi ha potuto ha dormito in albergo, gli altri in macchina, ma nell'abbandono più totale, senza nessuno che ci dicesse cosa stava succedendo». Tra loro anche il medico Sergio D'Anolfi, titolare della Paranza, il direttore Risorse Umane Merker Alfonso Orfanelli e anche molti dei passeggeri del volo Ryanair proveniente da Londra che venerdì a mezzogiorno doveva atterrare a Pescara, ma che, causa neve, è stato dirottato a Fiumicino. A raccontarlo è Tiziana Marrone, madre di un ragazzo di Sambuceto finito da Londra a Carsoli, bloccato su un autobus. La donna alle 20 di ieri ha chiamato il Centro allarmata perchè dalla mezzanotte prima non riusciva a mettersi in contatto con il figlio: «Sto chiamando 113 e 112, io so solo che per rientrare mio figlio è in viaggio dalle 5 di venerdì».