ROMA - «C'è una signora che è svenuta». «Una ragazza ha avuto un'emorragia». «Non abbiamo acqua da bere, non c'è nulla da mangiare». «Hanno spento il riscaldamento». Voci dai treni bloccati dalla neve nelle campagne del Lazio. Per ore a causa dei binari gelati. A Tivoli, a Cesano, a Zagarolo: le storie di disperazione, di persone che si sono sentite male sui treni-trappola, sono centinaia. Ma ciò che più è apparso inspiegabile nel venerdì della grande neve che ha investito Roma e il Lazio è che nessuno è andato ad aiutare i passeggeri fermi nel nulla.
Ieri è cominciata la partita a ping pong delle responsabilità. Il primo a scendere in campo è stato l'assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Francesco Lollobrigida, che ha accusato: «I passeggeri sono stati abbandonati da Trenitalia. L'azienda si è fatta trovare impreparata nonostante le nostre costanti sollecitazioni. In tratte critiche, come Cesano e Zagarolo non c'è stata assistenza». E anche ieri sera alle stazioni di Roma erano decine i treni soppressi.
Infuriata anche il presidente della Regione, Renata Polverini, che l'altra notte, mentre centinaia di persone erano in trappola su un treno regionale a Cesano, ha fatto una telefonata di fuoco all'ad di Ferrovie, Mauro Moretti. Ieri Polverini ha insistito: «Trenitalia non è stata in grado di liberare le tratte ferroviarie. Ci aspettavamo quanto meno un'allerta o un piano per la messa a disposizione del sistema di emergenza per sostenere o soccorrere le persone a bordo dei treni. Questo purtroppo non è successo. La situazione è stata ancora più difficile: abbiamo dovuto lavorare da soli insieme ai carabinieri».
Ad esempio i 600 prigionieri a Cesano sono stati raggiunti dai carabinieri, l'altra notte, che li hanno aiutati a camminare fino alla stazione. Molti sono poi stati ospitati in una caserma. Sempre a Cesano il fuoristrada degli artificieri della Questura ha raggiunto e salvato una madre con un neonato di due giorni. Altro calvario a Tivoli, per un treno partito venerdì da Roma e diretto ad Avezzano. Si è fermato l'altro giorno alle 17.30 e dopo 24 ore era ancora bloccato. Solo una metà dei passeggeri è stato ospitato in hotel. Il sindaco di Tivoli, Sandro Gallotti: «Chiederemo i danni a Trenitalia, si sono comportati in una maniera vergognosa».
Un parlamentare del Pd, Enrico Gasbarra, ha presentato un'interrogazione al ministro dei Trasporti, Corrado Passera: «I viaggiatori sono stati vergognosamente abbandonati al proprio destino e hanno vissuto ore terribili». Ma nel Lazio il capogruppo del Pd, Esterino Montino, se l'è presa anche con il presidente Polverini: «C'è una convenzione tra Trenitalia e Regione, che stabilisce, in caso di emergenze sulla rete ferroviaria e blocco di treni, l'intervento immediato e automatico degli uomini e dei mezzi della protezione civile regionale. Perché tutto questo non è accaduto?». Il disastro di Trenitalia nel Lazio non è altro che lo specchio di quello che avviene da giorni in tutta Italia: centinaia di passeggeri lasciati al loro destino in Romagna, stop ai treni in Molise, disagi in Campania, una Frecciargento bloccata a Bologna.