ROMA - Bene la metro, una Caporetto per gli autobus. Introvabili e senza catene i taxi, pochi e invisibili gli spazzaneve ma anche gli operatori con le pale. Tanto che ieri pomeriggio in via del Corso sono intervenuti i militari a ripulire la strada. Ma soprattutto: la quantità di sale sparso sulle strade ghiacciate è apparsa insufficiente rispetto alle reali necessità di una Roma paralizzata da neve e ghiaccio. Sul fronte dell'assistenza ai più fragili, ai senzatetto, la risposta è invece apparsa buona, con un aumento di 2.000 posti di accoglienza a disposizione.
Eccolo, in sintesi il quadro che descrive la risposta che Roma ha dato a un'emergenza annunciata, tanto che il sindaco Gianni Alemanno aveva deciso di sospendere le lezioni per due giorni. Inoltre, c'era una gran parte del Paese in ginocchio a causa del gelo. Appare difficile asserire che Roma sia stata colta di sorpresa. Le due vecchie linee della metropolitana sono state l'unica ancora di salvezza per tanti romani che dovevano andare al lavoro o che alla sera dovevano tornare a casa. Fortuna ha voluto che il giorno della neve sia stato un venerdì, quando le linee A e B chiudono all'1.30, così come il sabato. Fallimentare invece la gestione del piano neve per i bus, un meccanismo che va rivisto perché mandare per strada i mezzi senza catene o gomme termiche quando nevica da ore appare inspiegabile. Sul fronte informativo cominciano a funzionare strumenti nuovi come Twitter (Infoatac ha raddoppiato gli utenti): ma se poi il bus non passa mai, serve a poco.
Fallimentare il piano autobus: mezzi inadeguati
ROMA - «Mi dispiace, ma dovete scendere». Mentre tutto il quadrante nord della Capitale era ricoperto di neve da diverse ore, venerdì mattinata molti romani si sono ritrovati in mezzo a una strada. L'autista del bus ha spiegato che, poiché ad Atac, l'azienda dei trasporti di Roma, non avevano ancora dato disposizione di montare le catene o di dotarsi di gomme termiche, la corsa finiva lì, andare avanti era troppo pericoloso. Così, centinaia di persone, anche anziane, si sono ritrovate a percorrere, a piedi, magari in zone della città che neppure conoscevano, chilometri e chilometri. Dall'assessorato alla Mobilità fanno notare: è la procedura, quando scatta il piano neve i mezzi devono tornare al deposito e restano per strada solo quelli attrezzati. Per capirci: con il piano neve vengono ridotti i bus in servizio, restano solo quelli con catene e gomme termiche. Ma il piano neve è scattato solo alle 13.40, quando a Roma nevicava già da molte ore.
Attenzione, non è andata meglio neanche dopo, nel pomeriggio, quando in teoria doveva esserci l'applicazione del piano: i bus non li ha visti nessuno, i dati ufficiali di Atac hanno confermato che sono state garantite «79 linee su 330». Nella realtà gli autobus, ma anche i tram, nel pomeriggio del venerdì della grande neve non hanno aiutato i romani a tornare a casa. Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità, offre questa giustificazione: «Ma i bus e i tram sono stati bloccati dal traffico privato. Cosa potevano fare se c'erano colonne di automobili in fila? I tram spesso hanno dovuto fermarsi perché c'erano vetture abbandonate sui binari». Ma che senso ha avuto, a metà mattinata, abbandonare i passeggeri per strada? Perché il piano è scattata solo dopo le 13.30 e non al mattino quando tutto il quadrante nord di Roma, dalla Cassia alla Balduina, era già stato imbiancato? «Ci siamo fidati delle previsioni della protezione civile». Ma la realtà - le strade già invase dalla neve - non dovrebbero valere molto di più delle previsioni? Soprattutto: che senso ha lasciare centinaia di romani per strada perché il bus arranca nella neve con la stessa dotazione di Ferragosto? «Non potevamo fare uscire i mezzi con le catene. E l'autista se vede che è pericoloso proseguire, non può che fermarsi».