Assenza di particolari criticità». Quattro parole che suonano come una beffa. A definire così la situazione della rete ferroviaria nel centro del Belpaese devastato dal maltempo è una nota dell'ufficio stampa delle Ferrovie rimbalzata dalle agenzie alle redazioni. Inutile chiedere spiegazioni al suddetto «ufficio». Dalle dieci di mattina fino a sera era impossibile mettersi in contatto con i responsabili ed era anche vano restare alla cornetta «per non perdere la priorità acquisita». Ma come non considerare «criticità» la situazione dei passeggeri rimasti bloccati a Carsoli, Tivoli e Cesano? Il treno regionale partito da Roma Tiburtina alle 14.58 di venerdì e diretto ad Avezzano è rimasto fermo alla stazione di Carsoli. A bordo 150 persone. Molti sono stati colti da malore ed è intervenuta la Croce rossa. I passeggeri sono stati fatti scendere dai convogli alle 3 di notte e sfamati in un bar della stazione. Due treni, che erano in viaggio verso Carsoli per recuperarli, sono rimasti bloccati a Tagliacozzo. Stesso discorso a Tivoli. «Chiederemo i danni a Trenitalia, si sono comportati in una maniera vergognosa», ha tuonato il sindaco di Tivoli Sandro Gallotti. Un centinaio di pendolari sono «prigionieri» dall'altro ieri alle 17,30 su un treno diretto a Pescara. Più di sessanta persone, tra cui una donna in stato di gravidanza, sono state ospitate negli alberghi su disposizione del sindaco. «Alle altre che hanno preferito rimanere a bordo nella speranza che sarebbe ripartito a notte fonda, è stata garantita tutta l'assistenza necessaria da parte dell'amministrazione con la distribuzione di pasti caldi ha spiegato Gallotti - Anche stamattina ci siamo recati presto alla stazione ferroviaria ad assistere i passeggeri rimasti ancora sul treno, a pranzo abbiamo fatto in modo di ospitarli in un ristorante. «È vergognoso il modo in cui hanno gestito la vicenda - ha concluso il sindaco - È stato già assurdo far partire i treni da Roma per l'Abruzzo conoscendo i forti disagi della linea. Qui a Tivoli siamo stati in balìa della disorganizzazione delle Ferrovie. Mentre Polizia Locale e Protezione Civile fornivano assistenza ai passeggeri ci arrivavano notizie sbagliate e confuse che hanno causato solo rallentamenti alle operazioni di soccorso. Ci era stato garantito che sarebbero arrivate almeno cinque navette per trasportare i passeggeri rimasti bloccati sul treno e invece se ne sono viste solo due dopo ore. Chiederemo i danni per i disagi che si sarebbero potuti evitare». A Cesano 200 passeggeri sono stati ospitati epr la notte nella Scuola di fanteria. Nel tardo pomeriggio erano stati trasferiti con due autobus dell'esercito nelle proprie abitazioni a Viterbo, Anguillara, Manziana, Trevignano. Sulla Roma-Cassino a subire disagi sono stati in mille. Il treno si è «arenato» a Frosinone. E suona ancora più beffarda la seconda nota delle Fs, che assicura come non ci siano «treni fermi in linea da ore tra una stazione e l'altra». Non solo. Le Fs hanno confermato che, nonostante le avverse condizioni metereologiche, i collegamenti ferroviari della Penisola «sono al momento assicurati secondo quanto previsto dal Piano di Emergenza Neve, con riduzioni del numero dei treni e rallentamenti programmati». Diversa l'opinione della Governatrice del Lazio: «Trenitalia non è stata in grado di liberare le tratte ferroviarie - ha detto Renata Polverini - Ci aspettavamo quanto meno un'allerta o un piano per la messa a disposizione del sistema di emergenza per sostenere o soccorrere le persone a bordo dei treni. Questo purtroppo non è successo».
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