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Data: 05/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Roma nella morsa del ghiaccio tra disagi e trasporti paralizzati. Gli autobus possono muoversi solo con pneumatici protetti e adatti al ghiaccio

ROMA - Ora la neve viene giù dai rami e si posa sul ghiaccio delle strade. Gli alberi appesantiti crollano sull'asfalto e sulle macchine, fragili come la città piegata prima dalla tormenta e poi dal gelo. La notte di venerdì porta altro bianco e il risveglio è di un solo colore. Tutte le macchine parcheggiate sembrano uguali, nel silenzio della mattina, tutte le strade sono un tappeto pulito, solo qualche impronta di passi e di catene. In questo sabato lento non passano taxi e nemmeno autobus, si continua ad andare a piedi in una Roma che è un'ombra. La notte fredda si porta via due barboni, a Ostia e Ladispoli, quelle che verranno saranno un rischio per tanti altri. Dopo un giorno impossibile, la neve non è più soltanto nemica. Si fa snowboard nei parchi, si passeggia vestiti da sci, si va in vacanza sotto casa. Finché non arriva la sera e l'asfalto si trasforma in una lastra gelida e torna l'incubo.
Domani tutto fermo. Forse ci sarà altra neve, forse no. Le previsione sono «contrastanti», ammette il sindaco Alemanno, «resta comunque la massima allerta». Quindi scuole e uffici pubblici chiusi anche domani, così come i musei e le aree monumentali. E' attesa una grande gelata e le strade della periferia potrebbero diventare impraticabili.
«Spalate la neve». E' l'appello del sindaco ai romani. Prima che arrivi il ghiaccio, liberate strade e marciapiedi dalla neve, chiede Alemanno. Sono state distribuite duemila pale a piazza san Giovanni, piazza Bologna, piazzale Clodio e piazzale della Radio. In alcune zone, anche in via del Corso, è intervenuto in aiuto l'esercito. Il Campidoglio ordina ai proprietari o amministratori di condomini di tenere puliti i marciapiedi davanti gli stabili.
Caos soccorsi. «Vorremmo liberare le strade dal ghiaccio, ma siamo bloccati e non possiamo muoverci», replicano alcuni residenti della zona di Cortina d'Ampezzo, a nord, dove tutte le vie secondarie sono ancora bloccate, «e non abbiamo visto spargisale e spazzaneve». Quasi nessuno li ha visti in città, sebbene il Comune assicuri che 450 tonnellate di sale siano state sparse nell'asfalto.
Marciapiedi killer. Nessuno li ha puliti, i pedoni preferiscono camminare in mezzo alla strada piuttosto che avventurarsi sul ghiaccio dei marciapiedi. Non si contano gli scivoloni e i contusi.
Pochi bus, niente taxi. Nella notte che ha coperto la città con un manto alto così - in 34 ore sono caduti dai 30 centimetri del centro fino ai 60 della periferia - impossibile trovare un taxi. Quasi nessuno ha le catene. E così pure ieri, sull'asfalto insidioso non circolano auto bianche. Pochissimi gli autobus, il piano d'emergenza del Campidoglio prevede che sia attivo appena il 25% dei mezzi: 79 linee su 330. Le macchine possono muoversi solo con pneumatici protetti e adatti al ghiaccio: l'obbligo delle catene fissato fino a mezzogiorno di oggi dovrebbe essere prolungato.
Treni soppressi. Hanno camminato lungo i binari fino alla stazione di Cesano: la notte infernale di 400 pendolari rimasti per ore fermi sul treno della Roma-Viterbo. Alcuni di loro diretti a Bracciano, sono rimasti bloccati fino alla mattina sul pullman che doveva riportarli a casa. A Tivoli circa settanta persone prigioniere per 17 ore sul treno regionale 3378 Roma-Pescara. Da ieri sera sono ricominciati i disagi sulle rotaie con tanti treni regionali soppressi: viaggiano 4 su 10.
Incubo raccordo. Torna ad essere una trappola di ghiaccio nella notte, si può percorrere solo con le catene. Migliaia di automobilisti venerdì sera sono rimasti fermi per ore. Ai prigionieri del Gra la protezione civile del Campidoglio ha distribuito 1.500 coperte e 600 pasti. Le rampe chiuse sono state riaperte.
Scaffali svuotati. Supermercati presi d'assalto, cominciano a scarseggiare sugli scaffali le scorte di frutta, verdura e carni. Per la paura di non poter uscire da casa, i romani hanno fatto incetta di prodotti alimentari.
Le prime vittime. Sono due clochard: un polacco morto a Ladispoli, proprio di fronte un ricovero per barboni e un'ucraina assiderata nella pineta degli orrori di Ostia, in via delle Azzorre. Il Campidoglio mette a disposizione dei senza tetto duemila posti.

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