Seguo l'emergenza dall'inizio La Protezione civile? Il suo compito è di portare soccorso e nelle prime ore è normale che il coordinamento sia meno efficace
PESCARA. «La situazione è grave ed eccezionale, la nostra priorità è portare i soccorsi alle persone e per fare questo abbiamo bisogno dell'autostrada»: sono le 13 di ieri quando al telefono il governatore Gianni Chiodi interrompe quello che le opposizioni continuano a definire un "colpevole silenzio" della Regione sull'emergenza maltempo in Abruzzo.
ARRIVA L'ESERCITO. Chiodi respinge le accuse, difende l'attività di coordinamento dell'assessorato alla Protezione civile ed esattamente 44 ore dopo la chiusura dell'autostrada per Roma - decisione-simbolo della situazione che si è poi creata in Abruzzo - dichiara, come preannunciato dal Centro, lo stato di emergenza per la regione.
Che cosa significa? Significa che la Regione dà più poteri ai prefetti e agli enti locali (Comune, Province) per gestire l'emergenza ed intervenire autonomamente al punto da richiedere l'impiego dell'Esercito (a Chieti in verità i militari già sono all'opera da sabato).
Sarà stato un caso - sicuramente merito dei lavori di ripristino della sicurezza effettuati dalla società concessionaria Strada dei parchi - un'ora dopo, alle 14,15, è arrivato il via libera anche alla riapertura di A24 e A25 (rimangono al momento chiusi i caselli di Tagliacozzo Magliano dei Marsi e Cocullo, quest'ultimo solo in entrata).
COMUNI ISOLATI. Chiodi tira un sospiro di sollievo. «Adesso», dice, «i mezzi di soccorso possono arrivare nei Comuni che sono ancora isolati, in tutte quelle frazioni dell'Aquilano che sono senza energia elettrica. Devo ringraziare il prefetto dell'Aquila, Strada parchi e i sindaci per il lavoro incredibile che stanno facendo, perché quello che sta avvenendo in Abruzzo», ripete, «ha davvero un carattere di eccezionalità. E ringrazio della sensibilità mostrata e della disponibilità il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola che sta mettendo a nostra disposizione uomini e mezzi».
LA REPLICA. Le critiche sono spietate. La Regione e l'assessore alla Protezione civile Gianfranco Giuliante sono accusati di assenteismo, di silenzio davanti al dramma, di inerzia e di disorganizzazione.
Lo stesso Giuliante al Centro ha ammesso che c'è stato qualcosa che non è andato per il verso giusto parlando di «carenza di sinergia tra le forze della macchina emergenziale». «L'esperienza porta sempre a migliorare e le critiche arrivano da coloro che non muovono un dito», risponde seccato Chiodi. «Per essere presenti sull'emergenza», riprende, «non bisogna andare sul luogo, ma seguire le operazioni e prendere decisioni e io questo assicuro che l'ho fatto altrimenti ieri (sabato) non mi si sarebbe scaricato il telefonino per ben tre volte a causa del tempo che l'ho utilizzato. Chi ho sentito? Ho sentito una decina di volte il capo della Protezione civile Gabrielli, sono stato in contatto con Strada parchi, con i governatori di Marche e Molise e con il presidente dell'Assemblea delle Regioni e dell'Emilio Romagna Vasco Errani per decidere una strategia comune che mi ha poi portato a dichiarare lo stato di emergenza. Ho chiesto alla Protezione civile di altre regioni se poteva inviarci aiuti, ma la risposta è stata che anche loro erano impegnati sul fronte meteo, a dimostrazione di quanto fosse ampia, ed eccezionale, l'area dell'intervento».
PROTEZIONE CIVILE. Per Chiodi il coordinamento della Protezione civile regionale ha funzionato, «anche se tutto è migliorabile». «I ritardi? Facciamo e abbiamo fatto il massimo, tenendo conto che la Protezione civile non è un corpo speciale ma una serie di soggetti. Siamo più concentrati, com'è giusto che sia, nel portare i soccorsi piuttosto che per i disagi. La legge prevede che l'emergenza venga governata a livello provinciale, con i prefetti, Province e Comuni secondo i piani neve. Noi facciamo attività di supporto e siamo impegnati nei soccorsi». L'esempio sulla carenza di sinergia riportato da Giuliante - i volontari della Protezione civile che dovevano portare soccorso agli automobilisti bloccati e ai quali è stato chiesto di pagare l'autostrada - per Chiodi «è una cosa che ci può stare»: «Nelle prime ore è normale che il coordinamento sia meno efficace, soprattutto se ci si trova davanti a situazioni inaspettate, imponderabili».
L'AUTOSTRADA. Imponderabile per il governatore è stata anche la chiusura dell'autostrada per Roma. Una risposta a chi, come il consigliere Maurizio Acerbo (Rc), intende rimettere in discussione il contratto di servizio con la società concessionaria. «Certo che Strada parchi deve garantire il servizio», commenta Chiodi, «ma se non ci fosse stata la slavina, la percorribilità sarebbe stata garantita anche se sconsigliata. E' stato il prefetto dell'Aquila a chiudere l'autostrada per questioni di sicurezza, con Strada parchi sono in stretto contatto e non è tempo di polemiche. Adesso siamo concentrati sull'emergenza, quando avremo tutti i report, vedremo come comportarci».
I FONDI. Anche sulle modalità con le quali è stato proclamato lo stato di emergenza c'è un risvolto da spiegare. La legge dice che se lo stato di emergenza viene richiesto al governo, i fondi per gli aiuti devono essere trovati aumentando le accise regionali; se invece è la Regione a dichiararlo - come è stato fatto - i fondi da impiegare sono quelli inseriti nei bilanci dagli Enti locali. Un altro colpo per le casse abruzzesi. «Non c'era alternativa», afferma Chiodi, «aumentare le accise era impensabile. Dove troviamo i soldi? Adesso siamo nella fase della spesa, devono essere attinti i fondi specifici che gli enti locali dovrebbero aver accantonato per fronteggiare l'emergenza. Poi vediamo».
UFFICI PUBBLICI. Il governatore ha sollecitato i prefetti a disporre la chiusura di tutti gli uffici pubblici per la giornata di oggi, ma fino a ieri questa nota è stata recepita dall'Aquila e Chieti, non da Pescara e Teramo. «Invito altresì a tutti i cittadini a restare in casa, evitando situazioni di pericolo, e di mettersi in circolazione solo per motivi inderogabili e di estrema urgenza», conclude.
FERROVIE. Dopo la riapertura della linea Pescara-Roma, oggi ripartono i treni sulla linea Sulmona-L'Aquila. Rimane chiusa la linea Avezzano-Roccasecca, a causa di alberi caduti sui binari. Considerato il perdurare delle cattive condizioni atmosferiche le Ferrovie consigliano comunque di mettersi in viaggio solo se necessario.
AUTOBUS. Al termine della riunione del tavolo dei trasporti coordinato dal direttore Carla Mannetti - presenti l'assessore Liris della Provincia dell'Aquila, Massimo Paoli dell'Arpa, Angelo De Angelis e Patrizia Liberati dell'Ama ed Emilio Cherubini dell'Anas - sono stati garantiti i collegamenti Arpa dall'Aquila per Roma-Pescara- Sulmona Avezzano e Teramo e viceversa. Così come sono stati ripristinati i collegamenti non stop da Giulianova per Roma e da Pescara-Chieti-Roma e viceversa.