Rabbia e sconforto «Fermi da 23 ore siamo disperati»
PESCARA. «Bloccate a Carsoli 800 persone (tra cui mia moglie), strade chiuse, no assistenza, no info. Vergogna!». «Sto bloccata sul treno da 7 ore». Sono solo alcuni dei messaggi lanciati su Twitter da chi l'emergenza neve la stava vivendo sulla sua pelle. Persone che hanno usato la rete per lanciare sos, raccontare, criticare.
Uno dei primi ad accorgersi di cosa stava succedendo sui treni partiti da Roma venerdì pomeriggio e diretti a Pescara e Avezzano è Antonio Buoso. «Facciamo girare l'hashtag per raccogliere le testimonianze dei passeggeri», scrive venerdì sera su Twitter. Da lì in poi le notizie sui treni paralizzati con a bordo centinaia di passeggeri passano dalle parole chiave TrenoRomaAvezzano e TrenoRomaPescara.
Chi ha bisogno di notizie sul destino delle persone bloccate a Tivoli per più di 24 ore le ottiene dai cinguettii di Schmutzi, che chiede informazioni e poi le twitta per metterle a disposizione di tutti. «È arrivata la protezione civile», «Abbiamo appena mangiato, aspettiamo una turbina che deve arrivare da Carsoli», scrive via via che passavano le ore. Nel discorso, poi, si inseriscono anche gli altri passeggeri: «23 ore e la gente perde la pazienza». «Non sappiamo più che fare, siamo disperati...:-(».
Intanto a Carsoli c'è un altro utente Twitter, che è andato a vedere come stanno le persone bloccate sul treno in stazione e lo racconta. «Tra gli accampati di Carsoli. Un gruppetto ha deciso di raggiungere a piedi Tagliacozzo», scrive Alessandro-snv. E poi ancora: «C'è una carrozza ancora calda, si parla di ricovero in municipio». Ore dopo: «Bus partiti, treno ancora qui, ma dovrebbe muoversi tra poco».
Intanto a Tivoli la turbina che non arriva tiene banco per ore, e Schmutzi racconta tutti i passaggi. «Sta a Oricola, va a 30 km orari». Qualche tempo dopo «la turbina sta a Roviano, ma ha "incontrato" un albero». La buona notizia la dà un altro utente Twitter, Fra-testa: «Dopo 30 ore di incubo nel treno bloccato dalla neve, finalmente salvi!». È sempre Schmutzi, poi, a raccontare il resto del viaggio: «Stiamo sul pullman che ci porta fino ad Avezzano. Chi deve andare oltre sta la notte in albergo a Tivoli». Alla fine dell'incubo, Schmutzi ce la fa anche a vedere il lato bello della neve. E in inglese scrive: «Il panorama dall'autobus sull'A24 è da mozzare il fiato».