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Pescara, 07/04/2026
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Data: 06/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Emergenza maltempo - L'intera regione isolata per 41 ore riaperta soltanto ieri l'autostrada. Dichiarato lo stato di emergenza, i prefetti chiedono aiuto all'esercito

L'AQUILA - «È emergenza come nel 1956». Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente pensa che il viaggio nel tempo, alla ricerca di un evento parallelo di eccezionale precipitazione nevosa, in qualche modo possa spiegare una città, una provincia e una regione drammaticamente isolate, in ginocchio, vinte dal gelo e dalla neve, scaraventate nell'inferno bianco senza la mano tesa dei tempestivi e moderni interventi di una macchina organizzativa che non doveva essere quella del 1956, che non avrebbe dovuto alzare bandiera bianca e arrendersi.
L'Abruzzo colpito dal maltempo è in una situazione drammatica, allarmante e la neve si tinge del rosso delle proteste e delle polemiche. Il governatore Gianni Chiodi dichiara lo stato di emergenza su tutto il territorio regionale, delegando i prefetti a chiedere l'aiuto dell'Esercito. Prima mossa del Pd, con il segretario Silvio Paolucci: «Chiodi ora ha il dovere di gestire l'emergenza, far uscire l'Abruzzo dall'isolamento in cui è precipitato». Poi, l'attacco durissimo del capogruppo regionale dell'Italia dei valori, Carlo Costantini: «Qualcuno ha visto Chiodi, la Protezione civile regionale, i 142 mezzi e attrezzature speciali e i 340 addetti alla gestione delle emergenze meteo su A24 e A25? Per trovarne traccia ci rivolgeremo alla trasmissione Chi l'ha visto?».
Quarantuno lunghissime ore, infatti, hanno intrappolato automobilisti e mezzi pubblici, impedito la consegna di cibo e materie prime. È durato tanto e troppo il blocco delle autostrade abruzzesi A24 e A25, chiuse alle 21.45 di venerdì e riaperte ieri alle 14.15. La società concessionaria, Strada dei Parchi, ha provato a difendersi: «L'evento nevoso è stato uno dei più severi degli ultimi 30 anni in termini d'intensità, persistenza e rigidezza delle temperature. Su quasi tutta la rete autostradale sono stati registrati due metri di coltre nevosa, circostanza che non si verificava da oltre 20 anni».
In realtà, però, in tanti non comprendono come mai si sia arrivati a una condizione così drammatica. L'associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori (Adoc) dell'Aquila formalizza la protesta in una nota del presidente Antonello Galassi. Anche Confindustria L'Aquila attacca, dicendo di non riuscire «a capire il perché della chiusura»: «Ci sono aziende in difficoltà che devono consegnare merce già ordinata e rischiano il blocco della produzione». Polemiche a non finire anche per quanto riguarda i treni: ieri ha riaperto la linea Roma-Pescara, stamattina sarà la volta della Sulmona - L'Aquila. Rimane chiusa la linea Avezzano - Roccasecca, a causa di alberi caduti sui binari.
L'Abruzzo, intanto, continua a piangere e soffrire. Cinque i morti registrati in questi giorni. Dopo Renzo Piano, 40enne di Barete morto all'interno della propria auto dove si era rifugiato per ripararsi dal freddo, e Panfilo Marinucci, dentista di Sulmona, accasciatosi mentre provava a liberare l'auto dalla neve, altre due vittime si sono registrate a Mosciano, in provincia di Teramo, dove un uomo di 51 anni, Domenico Maiorani, è stato stroncato da un infarto mentre spalava neve davanti alla propria abitazione e ad Archi, nel Chietino, dove Vincenzo Troilo, 87 anni, è caduto a terra, sbattendo la testa, mentre toglieva il ghiaccio. Ieri sera ad Avezzano non ce l'ha fatta Edoardo Mariani, 50 anni, colpito da infarto: è deceduto sull'ambulanza bloccata dalla neve. Molti paesi della Valle Roveto, come Balsorano, Morrea, Rendinara, San Vincenzo Alto, sono isolati, senza linee telefoniche, senza energia elettrica e riscaldamento a causa dei guasti, con i viveri che scarseggiano e con i cittadini che non possono uscire di casa per la neve troppo alta. I tentativi di soccorsi sono stati per ora vani, viene chiesto l'intervento dell'esercito e di elicotteri, perché ci sono anziani dializzati.

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