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Pescara, 07/04/2026
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Data: 06/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «E' stato d'emergenza». Le opposizioni contro la Regione. Sotto accusa la Protezione civile. Costantini: «Chi l'ha vista?»

PESCARA - L'emergenza finisce in polemica. Un classico, in Abruzzo. Ieri, dopo un lungo week-end di feroci nevicate e altrettanto feroci gelate, con cittadini bloccati su autostrade e ferrovie, con altri cittadini isolati nei loro borghi montani e neanche tanto montani senza elettricità e riscaldamento, con le maggiori città in ginocchio, il governatore Gianni Chiodi ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio regionale, delegando i prefetti a chiedere l'aiuto dell'Esercito. Bene. Giusto. Ciò non toglie che la gestione dell'emergenza da parte della Protezione civile, insomma della Regione, sia stata discutibile: per lungo tempo nessuna notizia sul sito internet istituzionale su quanto accadeva nell'Abruzzo siberiano, un giocare a nascondino che ha irritato parecchia gente e inevitabilmente ha innescato la polemica politica. Che già s'innesca per poco, figurarsi quando c'è molto.
Prima mossa dal Pd, con il segretario Silvio Paolucci («Chiodi ora ha il dovere di gestire l'emergenza, far uscire l'Abruzzo dall'isolamento in cui è precipitato, fare il massimo perché possa tornare nella normalità nei limiti del possibile e prevenire quanto potrebbe accadere con la nuova annunciata ondata di maltempo dei prossimi giorni. Un minuto dopo, però, chiarisca le pesanti responsabilità della Regione, la drammatica assenza di coordinamento della Protezione civile, la scarsa capacità di reazione dimostrata»). Poi, l'attacco durissimo del capogruppo regionale dell'Italia dei valori, Carlo Costantini: «Qualcuno ha visto Chiodi, la Protezione civile regionale, i 142 mezzi e attrezzature speciali e i 340 addetti alla gestione delle emergenze meteo su A24 e A25? Per trovarne traccia ci rivolgeremo alla trasmissione Chi l'ha visto? Nonostante l'allerta meteo, più volte ripetuta, e nonostante la convenzione qualifichi l'A24-A25 come autostrada di montagna con tanto di obblighi da assolvere in casi di emergenza meteo, centinaia di persone sono state abbandonate a loro stesse. Una situazione assurda, ma persino Monti e la loquace Fornero tacciono. Chiodi, invece, è proprio scomparso».
Il partito di Chiodi, il Pdl, ha affidato una reazione al portavoce regionale Riccardo Chiavaroli («Polemiche fuori luogo, la Regione e la Protezione civile sotto il coordinamento del presidente Chiodi e dell'assessore Giuliante hanno attuato ogni procedura e soprattutto ogni concreto intervento fin dal primo giorno di nevicate, assistendo le fasce di popolazione più colpite. Il nostro lavoro dietro le quinte continua, in favore degli abruzzesi»). Poi è sceso in campo lo stesso presidente, snocciolando cifre e tempi del lavoro della Protezione civile («Centinaia di interventi di soccorso, lavoro incessante, sala operativa aperta dal 2 febbraio, tre linee telefoniche sempre attive, controlli su strutture sanitarie pubbliche e private, presìdi interforze nei centri isolati. Allestiti trasporti d'emergenza con collegamenti verso ospedali, farmacie e supermercati. Lavoro encomiabile dell'Esercito, grande sensibilità e disponibilità del ministro della Difesa Giampaolo Di Paolo che ci ha concesso uomini e mezzi»), ma il vero termometro della tensione che si respira nelle stanze dell'esecutivo regionale lo ha fornito, a sera, la dichiarazione dell'assessore alla Protezione civile Gianfranco Giuliante a margine del vertice con i suoi tecnici e Chiodi: «Alcuni sindaci hanno alimentato pretestuose polemiche, ma sono loro la massima autorità di Protezione civile per le loro comunità. Possono, anzi devono, agire in autonomia, avendo anche il potere di requisire mezzi privati per far fronte alle necessità delle persone in difficoltà».
Insomma, pressato dalle critiche delle opposizioni ma conscio di suo delle incertezze della macchina della Protezione civile, di fatto Giuliante tra Alemanno e Gabrielli sceglie Gabrielli, non il sindaco per quanto Pdl ma il capo della Protezione civile nazionale e bastona proprio i sindaci, che specie nei piccoli paesi non sanno dove battere la testa dopo giorni di neve e ghiaccio, congelati e isolati quanto i loro compaesani. Forse meriterebbero conforto, più di bastonate. Fin dalla nuova riunione, quella di oggi, del comitato operativo della Protezione civile.

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