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Pescara, 07/04/2026
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Data: 06/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Emergenza maltempo - È nuova allerta meteo altra neve a bassa quota Polemica sui treni fermi

Enel al lavoro in Abruzzo con 150 uomini per riattivare le linee interrotte per cadute di alberi o formazione di ghiaccio

PESCARA. È ancora allerta maltempo in Abruzzo e nel centrosud. La perturbazione che da giorni sta colpendo l'Italia, non accenna ad attenuarsi e il dipartimento della Protezione Civile ha emesso una nuova allerta meteo che integra ed estende quelli già diffusi nei giorni scorsi. A partire dalle prime ore di oggi sono previste nevicate fino a quote di pianura su Abruzzo e Molise e, dalla tarda mattinata, anche su Marche, Campania e Puglia con quantitativi deboli o localmente moderati. Oggi alle 15 presso la sede della Protezione civile regionale, all'Aquila, si riunirà il comitato operativo per coordinare gli interventi legati alla gestione dell'emergenza. Il comitato sarà composto da rappresentanti delle Province, Regione e Protezione civile, Prefetture e forze armate.
Intanto è stata riaperta nela mattinata di ieri la linea ferroviaria Roma-Pescara, ma non si arrestano le polemiche tra i passeggeri rimasti fermi per molte ore sui treni e l'azienda. Due, in particolare, i convogli bloccati: il primo, dopo ben 25 ore di stop a Carsoli con 190 persone, è arrivato sabato sera ad Avezzano. I passeggeri dell'altro (c'era anche una donna incinta), bloccato a Tivoli per lo stesso numero di ore, sempre nella serata di sabato sono stati fatti scendere e trasportati verso Avezzano su due autobus. Puntuali sono arrivate proteste e richieste di risarcimento danni. Ma Fs non ci sta e definisce «destituita di fondamento» la notizia che viaggiatori hanno trascorso a Tivoli 25 ore a bordo del treno. Le persone, infatti, precisa la società, «hanno trascorso le due notti in albergo e non a bordo del convoglio. Il treno su cui viaggiavano si era fermato a Tivoli perché la linea ferroviaria, così come l'autostrada, era bloccata per alberi e neve sui binari». E ai viaggiatori, aggiunge, «era stato offerto di tornare a Roma in attesa della riapertura della linea ferroviaria. Offerta che è stata rifiutata». Replica di uno dei viaggiatori del regionale 3378 Roma-Pescara: «C'è qualcuno che non si è assunto le proprie responsabilità. E' vero che nelle prime ore in cui siamo rimasti bloccati ci è stato chiesto se volevamo andare in albergo, ma è anche vero che avevano parlato di uno sblocco imminente, tanto che molti di noi hanno preferito rimanere in treno, pronti a ripartire».
Intanto prosegue il lavoro dei tecnici dell'Enel per riattivare le linee per frane, alberi che si sono abbattuti sulle linee elettriche. Molte le difficoltà per raggiungere i territori collinari e montani più impervi. In Abruzzo sono ancora 3.430 le forniture da riattivare.
«Stiamo lavorando con tutto l'impegno necessario e uno straordinario dispiegamento di forze in tutto il centro sud», dice l'ingegner Alfonso Sturchio, responsabile Enel distribuzione per Abruzzo, Lazio e Molise, «in particolare in Abruzzo abbiamo oltre 150 uomini e 25 gruppi elettrogeni schierati in campo, oltre a speciali mezzi utili a ricostruire le linee elettriche. La rete elettrica viene monitorata 24 ore su 24 dal centro operativo dell'Aquila e a Roma è allestita una Sala di controllo dedicata all'emergenza. Stiamo collaborando con la protezione civile e con l'esercito per risolvere le situazioni di difficoltà. Le aree colpite sono in zone difficili da raggiungere e molto dipende dall'accessibilità. Per rimettere su una linea caduta poi sono necessarie diverse ore, ma i nostri tecnici sono addestrati per lavorare anche in situazione di emergenza come questa».
Risolte anche situazioni particolarmente difficili, aggiunge Sturchio «come un intervento a Canistro dove, sfidando ghiaccio e neve, abbiamo raggiunto una casa di riposo isolata e ripristinato il servizio. Altra situazione delicata a Carsoli, dove, con il supporto delle forze dell'ordine, abbiamo riattivato l'utenza di un cliente che necessita di uno strumento per cure elettromedicali». Al momento, secondo Enel, le maggiori criticità permangono nell'aquilano, nel pescarese e nel teatino, ma il numero di utenze coinvolte si è progressivamente ridotto».

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