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Pescara, 07/04/2026
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Data: 06/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Autostrade e treni, si riparte. Strada dei Parchi si difende, ma l'ira degli utenti monta

L'AQUILA - Quarantuno lunghissime ore che hanno isolato la regione, intrappolato automobilisti e mezzi pubblici, impedito la consegna di cibo e materie prime. Tanto è durato il blocco delle autostrade abruzzesi A24 e A25, chiuse alle 21.45 di venerdì e riaperte ieri alle 14.15 dopo un'infinità di polemiche. La società concessionaria, Strada dei Parchi, ha provato a difendersi: «L'evento nevoso è stato uno dei più severi degli ultimi 30 anni in termini d'intensità, persistenza e rigidezza delle temperature. Su quasi tutta la rete autostradale sono stati registrati due metri di coltre nevosa, circostanza che non si verificava da oltre 20 anni. Decenni fa le autostrade A24 e A25 sono state chiuse, anche più volte e per alcuni giorni a causa di fenomeni nevosi particolarmente intensi e duraturi. Tale circostanza non si verificava da alcuni decenni». In realtà, però, in tanti non comprendono come mai si sia arrivati a una condizione così drammatica. In particolare centinaia di automobilisti e pendolari rimasti intrappolati per moltissime ore. L'associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori (Adoc) dell'Aquila ha formalizzato la protesta in una nota del presidente Antonello Galassi: «Questa associazione è a conoscenza delle enormi difficoltà in cui si sono trovati i viaggiatori, con vari esempi di persone bloccate e liberate solo dopo molte ore, della scarsità e della contraddittorietà delle notizie fornite all'utenza circa la praticabilità dell'autostrada o gli eventuali percorsi alternativi, della chiusura tardiva delle tratte di competenza con l'uscita forzata al primo svincolo utile e senza indicazioni sulla prosecuzione del viaggio». L'Adoc prende ad esempio le oltre 100 persone fatte uscire a Valle del Salto nel primo pomeriggio di venerdì e fatte rimettere in fila per il ventilato rientro dopo il ripristino della percorribilità. «Quelle persone sono state costrette a passare tutto il pomeriggio in attesa e poi, solo grazie all'ospitalità di una struttura alberghiera lì presente, a loro spese, non hanno passato la notte all'addiaccio. Peraltro, il limitato numero delle camere ha costretto molti di loro a dormire nella hall sdraiati o seduti su divanetti o sedie». Anche Confindustria L'Aquila ha attaccato, dicendo di non riuscire «a capire il perché della chiusura»: «Ci sono aziende in difficoltà che devono consegnare merce già ordinata e rischiano il blocco della produzione».
Polemiche a non finire anche per quanto riguarda i treni: ieri ha riaperto la linea Roma-Pescara, stamattina sarà la volta della Sulmona - L'Aquila. Rimane chiusa la linea Avezzano - Roccasecca, a causa di alberi caduti sui binari. Due, in particolare, sono stati i convogli con maggiori disagi in questi giorni: il primo, dopo ben 25 ore di stop a Carsoli con 190 persone, è arrivato l'altra sera ad Avezzano. I passeggeri dell'altro (c'era anche una donna incinta), bloccato a Tivoli per lo stesso numero di ore, sempre l'altra sera sono stati fatti scendere e trasportati verso Avezzano su due autobus messi a disposizione del Comune della cittadina laziale e dalla prefettura di Roma, scortati dai militari dell'Esercito. Ma Fs non ci sta e definisce «destituita di fondamento» la notizia che viaggiatori hanno trascorso a Tivoli 25 ore a bordo del treno. Le persone, infatti, precisa la società, «hanno trascorso le due notti in albergo.

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