Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/04/2026
Visitatore n. 752.878



Data: 06/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Art.18, serve manutenzione» Secondo Bonanni (Cisl) non si deve abolire ma qualche cambiamento è possibile. Irremovibili Cgil e Pd. Anche la Lega contro le modifiche

ROMA. Prima le riunioni dei tecnici dei sindacati da un lato e degli imprenditori dall'altro. Poi mercoledì un confronto tra i rappresentanti dei lavoratori e quelle del mondo dell'impresa. Quindi giovedì il tavolo con il governo, che a sua volta potrebbe essere preceduto da una riunione dei tre segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil. È un calendario ricco, una vera e propria girandola d'incontri, quello che caratterizza la settimana che si apre sul fronte della riforma del mercato del lavoro, con il sindacato che se da un lato si dimostra compatto sul no alle modifiche all'articolo 18, dall'altro, con il segretario Cisl Bonanni ipotizza «una robusta manutenzione, ma non l'abolizione» della norma. La fitta agenda fotografa come il confronto tra governo e parti sociali diventi più intenso, entrando nei temi specifici: dalla necessità di ridurre le formule contrattuali a quella di definire meccanismi di aggiornamento, dall'ipotesi di nuove forme di sostegno al tema della flessibilità in entrate e in uscita. Sui contratti di inserimento e sull'apprendistato si è più vicini ad una intesa. Tutti concordi anche sull'importanza della formazione.
«Abbiamo sottovalutato gli istituti tecnici», ha detto il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli intervenendo a Domenica In sostenendo che in alcuni casi «le imprese cercano lavoratori e non li trovano». Tanto che è proprio la formazione «la strada principale per entrare nel mercato del lavoro». Ma è sull'articolo 18, diventato oramai tema politico, che le schermaglie pre-tavolo sono più accese. Il governo - prima Monti e poi il ministro Fornero - ha fatto intendere che la questione è sul tappeto. Per il sindacato il suo mantenimento è una pregiudiziale. Chi pone la questione - ha detto più volte il segretario della Cgil Susanna Camusso - non vuole il confronto. Anche le altre sigle fanno muro. Il documento unitario firmato da Cgil, Cisl e Uil blinda il sindacato su questo punto. Ma non c'è solo il sindacato a dire no alle modiche dell'articolo 18. Sul punto l'ex ministro del lavoro, Cesare Damiano (Pd) è netto: «inaccettabili atti unilaterali del governo».
Dal Pdl a tenere la corda tesa sul tema del lavoro è il presidente dei senatori Maurizio Gasparri che nei giorni scorsi ha chiesto «norme tempestive e incisive per superare le rigidità e favorire la creazione di lavoro». E oggi ribatte a Bersani che «sul lavoro giustamente si sentono le parti sociali, in primis i sindacati». Ma se il Pd ammonisce il governo, la Lega si differenzia ancora una volta dal Pdl, favorevole da parte sua a una revisione dell'articolo 18. Sul punto infatti è pronta una mozione, primo firmatario Roberto Calderoli, che chiede il mantenimento di tutte le tutele previste nel dispositivo.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it