Iscriviti OnLine
 

Pescara, 07/04/2026
Visitatore n. 752.909



Data: 07/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
E' scontro per la Strada dei parchi. La richiesta di Chiodi all'Anas: un rapporto per accertare se vi sono state inadempienze. E i pendolari annunciano una class action (Guarda il video)

Pagano convoca i vertici della società. Il direttore della spa: alla fine ci ringrazieranno

PESCARA. «Vogliono una commissione d'inchiesta? Bene, così si renderanno conto di tutto ciò che abbiamo fatto e dovranno alla fine ringraziarci e chiederci scusa». La risposta di Strada dei parchi spa non si fa attendere davanti alle accuse che la stanno per travolgere e alle polemiche su quanto avvenuto sull'autostrada per Roma.
A sollecitare l'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla chiusura dell'autostrada A24 Teramo-L'Aquila-Roma, gestita dalla società concessionaria del presidente Carlo Toto, è stato l'ex parlamentare Antonio Tancredi, che giovedì aveva vissuto in prima persona una disavventura sull'A25 a causa della neve quando non era ancora scattata l'emergenza e decretata la chiusura del tratto da Teramo fino a Lunghezza.
«Con i mezzi che ha disposizione Toto quella slavina di Carsoli avrebbe potuto rimuoverla in 4 ore non in 28 come è accaduto», ha detto l'ex deputato Dc.
L'AUDIZIONE. Ma contro Strada parchi non è solo Tancredi. A guidare la protesta è sceso in campo il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano che ritiene «palese la totale assenza di un piano coordinato per la gestione dell'emergenza». Pagano chiederà l'audizione dei vertici della società concessionaria nella Quarta Commissione, «perché forniscano chiarimenti su quanto accaduto».
«I disagi che si sono verificati su quelle autostrade durante le nevicate degli ultimi giorni non possono essere imputati solo all'eccezionalità dell'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla regione», afferma, «questo non è tollerabile, anche perché si tratta del principale corridoio di collegamento tra il versante tirrenico e quello adriatico. Era dunque indispensabile mantenere la piena efficienza e operatività delle autostrade. Così non è stato e pretendiamo delle risposte. Anche perché abbondanti nevicate su un'arteria che attraversa l'Appennino, non sono poi così improbabili».
IL GOVERNATORE. Più cauto del suo compagno di partito è stato il governatore Gianni Chiodi che, così come aveva anticipato al Centro, ha chiesto una dettagliata relazione all'Ispettorato vigilanza dell'Anas, l'organo di controllo chiamato ad accertare se vi siano state inadempienze da parte del gestore dell'autostrada dei Parchi.
L'ISPEZIONE ANAS. Una richiesta che è stata raccolta dall'Anas, annunciando che l'Ispettorato vigilanza concessioni autostradali ha già aperto nella stessa giornata in cui si sono verificati i primi disagi, una procedura di ispezione per l'emergenza neve su A24-A25. «Compito dell'ispezione», si legge in una nota, «che è stata notificata dall'Ufficio ispettivo di Roma il 3 febbraio, è di trovare riscontro sulla effettiva ottemperanza da parte della società concessionaria alle procedure previste per la gestione dell'emergenza neve.
IL COORDINATORE SEL. «Quando il pubblico, cioè lo Stato gestiva le ferrovie e l'autostrada non ricordo che siano successe cose analoghe», ha aggiunto Gianni Melilla coordinatore di Sel, «ora che ci sono le Spa che gestiscono ferrovie e autostrada assistiamo a fatti inauditi. La Regione deve alzare la voce, pretendere che il servizio sia efficiente, e per farlo deve essere in regola organizzando un serio sistema regionale di Protezione civile fondato sulla prevenzione e sull'informazione».
LE RISPOSTE. Come risponde Strada dei parchi? E' mancato un piano coordinato per l'emergenza? Chi ha seguito minuto per minuto tutte le operazioni sull'autostrada è stato Igino Lai, direttore generale esercizio della Spa ed è lui a rispondere alle domande, in modo meravigliato: «Con tutto il rispetto del presidente del Consiglio, lui generalizza noi vogliamo confrontarci su fatti oggettivi e ricordiamo che non possiamo permetterci di far entrare viaggiatori in autostrada senza che vengano osservati rigorosi criteri di sicurezza». Il riferimento è alla slavina caduta attorno alle 17 venerdì, dopo l'uscita di Carsoli in direzione L'Aquila, e nei trecento metri successivi alla galleria Colle del Mulino. E' stata la slavina, secondo Lai, a determinare le condizioni di rischio sull'autostrada con uscita obbligatoria a Carsoli e a far sì che i prefetti dell'Aquila, di Chieti e Rieti decidessero di chiudere alle 22 l'intera A25-A24, fino a quando non fossero ripristinate le condizioni di sicurezza ed esclusi altri rischi. «Prima della slavina», ripete, «tutto filava liscio come un orologio svizzero a dimostrazione del lavoro di prevenzione che era stato eseguito con i mezzi spargisale e dell'attuazione di piani-neve concordati con prefetture, Anas e polizia».
«Noi ci occupiamo di transitabilità e sicurezza non dei soccorsi», continua il direttore rispondendo indirettamente anche alla class-action che alcuni automobilisti vogliono tenetare, «e la nostra è stata un'operazione di eccellenza, effettuata con competenze e sacrifici e non in 48 ore come dice l'ex parlamentare, bensì in 15 ore, poiché alle 6,30 di sabato il tratto della slavina è stato sgomberato da auto e pullman con l'ausilio di mezzi fatti arrivare da Valle del Salto e da uomini della società e delle forze dell'ordine che hanno operato in condizioni estreme anche a mani nude».
Il direttore ricorda inoltre come nelle ore successive di sabato fino alle 14,15 di domenica la società abbia lavorato con l'autostrada chiusa per escludere altri tratti a rischio di slavine, come è avvenuto sabato sera quando la neve ha investito la carreggiata L'Aquila-Roma: «E se i prefetti avessero riaperto i caselli che cosa sarebbe successo?», domanda. «Sul piano tecnico e organizzativo la caduta di una slavina sulla carreggiata equivale a una sorta di terremoto per la viabilità eppure non sono avvenuti incidenti, non ci sono stati feriti, non ci sono stati attraversamenti di mezzi, ma questo sembra non interessi nessuno», continua, «siamo messi alla gogna per quello che non avremmo fatto, perché invece non ci viene chiesto che cosa abbiamo fatto sotto una nevicata potente, di cui non trovo traccia in 40 anni, e davanti a un elemento imponderabile come una slavina?».

E i pendolari annunciano una class action
Le persone bloccate sulle due autostrade si organizzano per un'azione risarcitoria

PESCARA. La società Strada dei parchi potrebbe essere oggetto di richieste di risarcimento per la chiusura per quasi tre giorni delle autostrade A/24 e A/25 a causa della eccezionale ondata di maltempo che si sta abbattendo sull'Abruzzo.
Molte delle migliaia di persone bloccate - per diverse ore a causa della neve - fuori nei caselli autostradali, dai quali erano stati fatti uscire, si stanno organizzando per un'istanza collettiva, una sorta di class action, nei confronti della società per azioni che gestisce le due autostrade che collegano l'Abruzzo a Roma. In particolare, passeggeri di un pullman che da Roma era diretto nelle Marche, rimasti bloccati a Carsoli dalla mezzanotte di venerdì scorso alle 21 di sabato, si sono organizzati con un avvocato anche lui tra le persone in panne, per promuovere un'azione legale.
Queste persone sono rimaste bloccate insieme ad altre mille cittadini ed hanno dormito nelle sedi del comune e delle scuole.
Altri gruppi si stanno organizzando con il passa parola sui social network.
Sarebbero pronti a promuovere un'azione cllletiva di risarcimento dei danni anche alcuni abitanti di San Valentino, in provincia di Pescara, dove si è verificato un black-out della corrente elettrica che è durata per 60 ore a partire da venerdì e che è finito domenica sera. Sono 129 le famiglie rimaste senza luce elettica e senza riscaldamento fin da venerdì mattina. Ora i cittadini attaccano l'Enel e annunciano l'intenzione di voler dar vita, insieme agli abitanti di Pescosansonesco, sempre in provincia di Pescara, a una class action.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it