Legnini: il governo deve intervenire Mascitelli: blocchiamo la legge che impone aumenti delle accise
PESCARA.Troppo tempo, 72 ore, per far scattare le strutture di emergenza con il rischio, ora, che a pagare per i soccorsi e i danni prodotti dalle nevicate - che hanno paralizzato la regione - siano gli abruzzesi con nuove maggiorazioni delle acise sui carburanti.
La denuncia arriva dal Pd e dall'Italia dei valori, due partiti dell'opposizione di centrosinistra alla giunta di Gianni Chiodi.
«Il governo aiuti urgentemente l'Abruzzo per farlo uscire dall'emergenza in cui è precipitato e far fronte al nuovo peggioramento annunciato per i prossimi giorni, garantendo rinforzi e cambi turno agli operatori delle forze dell'ordine, del soccorso, degli enti locali e ai tanti volontari che, da 72 ore ormai, lavorano quasi ininterrottamente in tutto il territorio».
Lo afferma il senatore abruzzese del Pd, Giovanni Legnini, annunciando la presentazione di una interrogazione urgente ai ministri dell'Interno, Annamaria Cancellieri, e delle Infrastrutture e trasporti, Corrado Passera, sulle conseguenze del maltempo in Abruzzo.
«Nonostante l'allerta fosse stato dato con largo anticipo il sistema delle infrastrutture nel suo complesso ha collassato», sottolinea Legnini, «con migliaia di cittadini bloccati a bordo di auto, pullman e vagoni ferroviari, con la rottura netta della direttrice est-ovest per l interruzione simultanea dei collegamenti stradali, autostradali e ferroviari, con 6mila utenti rimasti anche per 48 ore senza energia elettrica, con decine di centri isolati specie nelle province dell'Aquila e di Chieti».
«Sintomatico della gravità di ciò che è accaduto in Abruzzo», aggiunge il senatore del Partito democratico, «oltre al numero delle vittime ed alle migliaia di persone che hanno rischiato la vita, è il fatto che i soli due treni che in Italia hanno subito un fermo molto prolungato sono stati quelli da o per l'Abruzzo sulle linee Adriatica e Pescara-Roma, e che l'unica autostrada ad essere chiusa è stata quella abruzzese. Va quindi immediatamente attivata una verifica approfondita sullo stato di manutenzione delle reti infrastrutturali abruzzesi, sul rispetto dei contratti di servizio da parte delle società concessionarie e su eventuali omissioni o sottovalutazioni degli allarmi anche da parte delle istituzioni competenti come il Coordinamento della Protezione civile presso la Regione, il cui comitato operativo è stato incredibilmente convocato solo 72 ore dopo l'ingresso dell'Abruzzo in piena emergenza».
«I sindaci, spesso lasciati soli, hanno fatto molto anche grazie all'abnegazione del personale e dei volontari, con negative eccezioni come il Comune di Chieti che, pur essendo un polo di riferimento regionale per i servizi sanitari, non aveva approntato neppure un Piano neve tanto da essere costretto a richiedere, in piena emergenza, l'intervento dell'esercito».
«L'eccezionalità dell'evento», conclude Legnini, «non può essere un alibi per nessuno perché ampiamente e precisamente preannunciato. Ora è il momento di far uscire l'Abruzzo dall'emergenza e non ripetere, nelle prossime ore, gli errori dei giorni scorsi: ma è assolutamente indispensabile che il governo faccia luce sul perché l Abruzzo non ha retto a questa prevista ondata di maltempo e che si programmino per tempo tutti gli interventi strutturali ed organizzativi necessari perché ciò che è accaduto in questi giorni non si ripeta».
Alfonso Mascitelli, senatore e coordinatore regionale dell'Idv, appunta la sua attenzione sulle probabile conseguenze economiche - sulle tasche degli abruzzesi - dell'emergenza-neve e del ritardo con cui è scatata, suggerendo una possibile soluzione.
Domani, infatti, nelle commissioni riunite prima e quinta del Senato, nel corso dei lavori sul decreto mille proroghe l'Idv presenterà un emendamento, di cui è primo firmatario Mascitelli, capogruppo in commissione bilancio, «per neutralizzare gli effetti negativi della cosiddetta tassa sulle disgrazie, che scatterebbe in occasione delle dichiarazioni dello stato di emergenza in territori colpiti da calamità ed eventi eccezionali».
«Tra alcuni giorni», spiega il senatore dell'Idv, «si potranno fare le prime stime dei danni ingenti che l economia della nostra regione ha subito dalla eccezionale calamità di questi giorni, ma purtroppo non saranno di poco conto se si pensa che l'Emilia Romagna, in una situazione meno grave, ha già stanziato nel proprio bilancio 2 milioni di euro solo per le prime fasi di intervento».
«A legislazione vigente», prosegue Mascitelli, «con l'istituzione della tassa regionale sulle calamità introdotta dal governo Berlusconi a inizio 2011, in seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza da parte di un presidente di Regione, per provvedere al fabbisogno di risorse economiche aggiuntive e straordinarie le regioni dovrebbero intervenire attraverso un aumento delle accise regionali sui carburanti».
L'Abruzzo, spiega l'esponente dell'Idv, «già ai massimi della pressione fiscale, non può assolutamente permettersi aggravi di tassazione, e al tempo stesso gli enti locali non possono essere abbandonati a sostenere da soli le spese di ripristino, in alcuni casi ingenti, o scaricare sulle imprese i danni del fermo attività».
L'emendamento proposto da Mascitelli intende prorogare per tutto il 2012 gli effetti della legge 225 sulle calamità naturali, «con i consequenziali interventi coperti direttamente dal ministero dell'Economia», e mira a sospendere, conclude il senatore abruzzese dell'Idv, «l'efficacia di quelle modifiche che attribuivano alle Regioni il peso delle spese economiche da sostenere».