Ancora i Fondi Giovanardi tra gli interessi dei media nazionali. Dopo la trasmissione «Gli Intoccabili», andata in onda due settimane fa con ospite in studio l'arcivescovo ausiliare, Monsignor Giovanni D'Ercole, ieri l'altro è stata la volta del «Chiambretti Sunday Show» a occuparsi del caso giudiziario (della presunta truffa di 9 dei 12 milioni di euro stanziati per il sociale) con un rovente botta e risposta tra l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla famiglia e attuale responsabile politiche per la famiglia del Pdl, Carlo Giovanardi, e Giorgina Cantalini, attrice e pedagoga aquilana che da anni vive a Roma. «Da tre anni sono pronti 12 milioni di euro per L'Aquila. Sono già stanziati, mancano i progetti - ha detto Giovanardi -. Spero che qualcuno li presenti. Questa situazione è colpa dei cialtroni aquilani che non presentano proposte e che strumentalizzano politicamente questa vicenda, ma non dei cittadini».
Intervenuta al programma di Italia 1, la Cantalini ha formulato una domanda tagliente, incalzando Giovanardi con un richiamo all'intercettazione tra monsignor Giovanni D'Ercole (indagato per divulgazione di segreto giudiziario) e lo stesso Giovanardi. «Dalle intercettazioni si capisce che i fondi sono pilotati e la popolazione aquilana e gli amministratori defraudati - ha affermato l'attrice nel formulare la domanda -. Vorrei chiedere come mai lei difende ancora i suoi collaboratori ed ex collaboratori e come mai di fronte a queste storie voi politici siete sempre dalla parte di voi stessi e mai dalla parte dei cittadini che hanno bisogno?». «Gli aquilani non hanno presentato i progetti - ha replicato Giovanardi - nessuno dall'Aquila me li presenta. I fondi sono in attesa di essere spesi, D'Ercole si era dato da fare affinché si spendessero soldi per l'importante scopo sociale altrimenti fermi. Uno scandalo, sono stato all'Aquila più volte, ho fatto una conferenza stampa per denunciare il ritardo, ma i progetti ancora non ci sono. I cialtroni sono gli aquilani che strumentalizzano questa vicenda».
«All'Arcivescovo dell'Aquila Molinari, che accusa la stampa di provare una gioia libidinosa per cose che offuscano la Chiesa - ha detto Carlo Costantini (Idv) - dico che se la Chiesa aquilana si occupasse un po' più di anime e di coscienze e un po' meno di immobili e di gestioni, aiuterebbe i giornalisti, che per fare il loro dovere sono obbligati a raccontare i fatti, anche se riguardano la Chiesa, a occuparsi di altro. Alla procura della Repubblica dell'Aquila, dal procuratore capo Alfredo Rossini all'ultimo dei suoi collaboratori, dico, invece, grazie per il coraggio, la tenacia e la competenza con la quale, giorno dopo giorno, stanno difendendo il capoluogo dagli assalti di orde di criminali che ormai quasi quotidianamente tentano di impadronirsi del sistema economico che ruota intorno ai fondi del terremoto». Affermazioni quelle di Giovanardi definite dalla Pezzopane «false e vergognose». «Il Comune dell'Aquila, e lui lo sa bene - ha aggiunto - ha presentato i progetti per ben tre volte al suo ministero. Una prima nel 2009, per l'intero ammontare della disponibilità, pari a 12 milioni di euro, vedendosi approvato tuttavia solo uno dei due progetti presentati, vale a dire quello per il Centro servizi anziani del Comune. Fu invece respinto il secondo progetto, relativo alla realizzazione di una struttura con finalità di social housing, da realizzare all'interno di un immobile da recuperare (l'edificio ex Ipab in piazza Palazzo)».