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Data: 07/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Giovanardi sui fondi: aquilani cialtroni. Affondo dell'ex sottosegretario sui 12 milioni destinati al sociale finiti sotto inchiesta. Pezzopane: offende e dice solo bugie

L'AQUILA. «Aquilani cialtroni». Duro attacco dell'ex sottosegretario del governo Berlusconi Carlo Giovanardi che in tv, nel corso della trasmissione «Chiambretti night», è tornato sul mancato impiego dei 12 milioni per il sociale, finiti sotto inchiesta della procura.
Un'inchiesta che vede tra i sospettati anche il vescovo ausiliare dell'Aquila monsignor Giovanni D'Ercole, che rischia il processo per il reato di rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale.
L'indagine della magistratura aquilana verte sull'attività della Fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo di cui a lungo i vescovi Molinari e D'Ercole sono stati ai vertici prima di uscire di scena proprio mentre stavano per scattare gli arresti. Misure cautelari che hanno riguardato il professore romano Fabrizio Traversi e il medico aquilano Gianfranco Cavaliere finiti entrambi ai domiciliari con l'accusa di tentata truffa ai danni dello Stato.
L'argomento-Fondazione è tornato alla ribalta nel programma televisivo di Chiambretti. L'ex sottosegretario con delega alle politiche per la famiglia ha affermato, tra le altre cose, che «da tre anni sono pronti 12 milioni di euro per L'Aquila. Sono già stanziati, mancano i progetti. Spero che qualcuno li presenti. Questa situazione è colpa dei cialtroni aquilani che non presentano proposte e che strumentalizzano politicamente questa vicenda, ma non dei cittadini». Affermazioni, queste, che hanno scatenato una raffica di proteste.
La domanda che ha fatto scatenare Giovanardi è stata posta dall'attrice aquilana Giorgina Cantalini intervenuta al programma di Italia 1. «Dalle intercettazioni si capisce che i fondi sono pilotati e la popolazione aquilana e gli amministratori defraudati», ha affermato la Cantalini, che ha fatto anche riferimento all'intercettazione telefonica tra l'ex sottosegretario e il vescovo D'Ercole finita agli atti dell'inchiesta. «Vorrei chiedere come mai lei difende ancora i suoi collaboratori ed ex collaboratori e come mai di fronte a queste storie voi politici siete sempre dalla parte di voi stessi e mai dalla parte dei cittadini che hanno bisogno?».
«Gli aquilani», ha replicato seccamente Giovanardi, «non hanno presentato i progetti. Nessuno dall'Aquila me li presenta. I fondi sono in attesa di essere spesi, D'Ercole si era dato da fare affinché si spendessero soldi per l'importante scopo sociale altrimenti fermi. Uno scandalo, sono stato all'Aquila più volte. Ho fatto una conferenza stampa per denunciare il ritardo. Ma i progetti ancora non ci sono». Quindi la frase che ha scatenato un'ondata di reazioni: «I cialtroni sono gli aquilani che strumentalizzano questa vicenda».

Pezzopane: offende e dice solo bugie
L'assessore: ecco quando e per cosa abbiamo presentato i progetti
L'accusa: era sodale dei personaggi adesso indagati

L'AQUILA. A Giovanardi replica con veemenza Stefania Pezzopane assessore del Comune dell'Aquila: «Approfittando dell'assenza di contraddittorio» scrive la Pezzopane «l'ex sottosegretario Giovanardi, ospite della trasmissione di Piero Chiambretti, ha gettato ancora una volta veleno sull'Aquila e sugli aquilani, dopo essersi già prodotto in esternazioni altrettanto offensive quando è stato intervistato dalla trasmissione "Gli intoccabili". Proprio lui, che da uomo di governo era sodale e referente politico di personaggi che sono sotto inchiesta per tentata truffa ai danni dello Stato, peraltro in riferimento ai fondi per il sociale stanziati dal suo stesso dicastero, ha osato offendere la comunità aquilana e i suoi amministratori con affermazioni clamorosamente false. Ha dichiarato infatti, approfittando del fatto che non c'era nessuno in grado di controbattere, che "gli amministratori locali" non gli avrebbero inviato i progetti e che continuano a non inviarglieli. A parte il fatto che Giovanardi dimentica di non essere più, per fortuna, sottosegretario e che pertanto non si comprende perché, oggi, dovremmo inviarglieli, l'affermazione è falsa e vergognosa, tanto più poiché è stata esternata con i consueti modi offensivi e da urlatore a cui ci ha abituati. Il Comune dell'Aquila, e lui lo sa bene, ha presentato i progetti per ben tre volte al suo ministero. Una prima nel 2009, per l'intero ammontare della disponibilità, pari a 12 milioni di euro, vedendosi approvato tuttavia solo uno dei due progetti presentati, vale a dire quello per il Centro servizi anziani del Comune. Fu invece respinto il secondo progetto, relativo alla realizzazione di una struttura con finalità di social housing, da realizzare all'interno di un immobile da recuperare (l'edificio ex Ipab in piazza Palazzo). Ma non basta. A fine 2010 sono stati presentati altri numerosi progetti per gli oltre 9 milioni di euro ancora disponibili, progetti che, come previsto dalla normativa, riguardavano strutture e servizi per l'infanzia, la famiglia e la terza età. Solo successivamente all'invio di questi progetti, rispetto ai quali, va detto, non ci è mai stata fornita alcuna risposta, il commissario Chiodi emanò un bando, relativo all'accesso ai medesimi fondi Giovanardi, che prevedeva finanziamenti non già per 12 milioni, come dice l'ex sottosegretario, ma per circa 9 milioni di euro. Il Comune dell'Aquila, e siamo alla terza volta, ha presentato in quell'occasione ben sette progetti».

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