Gentilissimo direttore, indubbiamente non si può che essere d accordo - in parte - sulla lettera del signor Armando Di Pasquale (il Centro del 1.2.12) in merito a questo tartassamento mediatico nel ricordarci di pagare il canone televisivo. Così facendo ci distruggono la percezione del reale. Il nostro obbligo nei confronti dell'erario non ce lo devono ricordare quotidianamente. Chi non lo fa se ne assume la responsabilità nei confronti dell'ufficio delle entrate. Che il canone Rai/Tv sia una tassa ingiusta è dimostrato da tutto ciò che ci mandano in onda. Il nulla. Viviamo della Tv spazzatura di Stato. Non è possibile (con il massimo rispetto per chi è ancora convinto che una trasmissione come "L'isola dei famosi" sia buona televisione sotto il profilo culturale e istruttivo) assistere sempre al niente dovendo fare sempre ricorso ai canali privati e alla rete a pagamento. Allora, se il canone deve servire per il mantenimento della Tv di Stato, perché non dimezzarlo a favore delle emittenti private? Se è vero che i privati si mantengono con la pubblicità, facendo anche della buona televisione, perché mai noi dobbiamo pagare una ennesima tassa al servizio pubblico che comunque fa incetta di pubblicità? Ecco perché mi sento di non condividere la tesi secondo cui chi non paga questa assurda tassa deve essere annoverato tra le file degli evasori fiscali. Gli evasori sono altri. Siccome questo pagamento è una legge dello Stato, anche se a malincuore, bisogna pagarla. Come anche non credo che i ritocchi annuali sull' importo siano dovuti al forte indice di evasione di questo tributo. Per il resto, se avessimo una qualità accettabile di programmi spalmati adeguatamente sulle tre reti, con un buon rispetto sulle fasce orarie, credo (ma ne sono più che sicuro) che tutti non avrebbero da mugugnare quando all' inizio dell anno bisogna farsi carico dell'ennesima tassa. Saremmo più soddisfatti nel pagarla. Certamente non siamo contenti di pagare le tasse, al contrario di qualcuno che non è più tra noi, ma se ciò deve servire per migliorare la qualità della nostra esistenza quotidiana, che ben venga. Diversamente, essendo una imposizione che si regge sul potere del più forte (lo Stato) crea in ognuno di noi un netto rifiuto nel pagarla, pensando che quei danari anziché essere utilizzati per esigenze propositive, vengono utilizzati per coprire costi di produzioni di trasmissioni, con relativi ospiti e presentatori, insignificanti sotto vari aspetti. Egregio direttore, la richiesta di un servizio pubblico meno volgare, con un livello culturale adatto alle varie fasce di pubblico, credo sia una richiesta che rientra nell'ambito della normalità, considerando ciò che la Tv di Stato ci propone in continuazione.
Tullio Parlante Manoppello