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Data: 08/02/2012
Testata giornalistica: Finanza & Mercati
Trasporti e liberalizzazioni - Passera: «Aprire il trasporto locale » Il ministro auspica la nascita di grandi operatori.

Aeroporti da «razionalizzare» Il vento della liberalizzazioni del governo potrebbe presto soffiare anche sul trasporto pubblico locale. «Faremo di tutto perché possano nascere grandi operatori di mercato dalle aziende locali», ha dichiarato ieri Corrado Passera, secondo il quale «non c'è combinazione assoluta privato buono-pubblico cattivo, però l'abnorme diffusione delle proprietà pubbliche di aziende locali è da superare». Il ministro per lo Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti era a Milano in occasione della Mobility Conference in Assolombarda. Il tema del trasporto pubblico locale, ha ricordato Passera, è stato «affrontato strutturalmente, con una serie di norme molto stringenti che porteranno di fatto alla liberalizzazione, privatizzazione e consolidamento di questo settore. Il mondo dei trasporti pubblici locali è frammentato in mille e più operatori che ovviamente non possono che essere frutto di una visione dell' in house. Noi dobbiamo portare con incentivi forti a consolidare in bacini razionali operatori che possano poi giocarsela con procedure di mercato». L'esito dell'intervento del governo porterà, a breve, a «gare aperte da parte di molte Regioni o gruppi di Province: apriranno, metteranno in gara sul serio l'attività storicamente detenuta in house ». Secondo il ministro, «attraverso questi fenomeni si possono creare operatori di una grandezza tale da potersela davvero giocare. Paradossalmente da realtà in perdita possono nascere grandi imprese in alcune delle grandi realtà dei prossimi anni nel nostro Paese». Dopo il trasporto locale, ci sono da razionalizzare gli aeroporti. Una delle priorità del governo sarà quella di «dare entro breve un senso alla numerosità degli aeroporti in Italia». In tema di infrastrutture bisogna definire le priorità e introdurre rigore, in una situazione che in cui si sono creati «lunghi elenchi ingestibili di infrastrutture», perché «ciascuno ci ha messo il suo pezzo». In particolare, «il singolo aeroporto non è valutabile in quanto tale, ma nel quadro del sistema di quella zona e neppure la Lombardia può dire di essere al meglio delle sue possibilità». E proprio la mancanza di un sistema aeroportuale lombardo è stato uno dei punti toccati dal vice-presidente di Assolombarda Giuliano Asperti, che ha aperto la conferenza. «Un piano industriale dell'insieme di questi aeroporti è indispensabile - ha detto - La pressione competitiva da parte delle compagnie straniere si fa sentire ed è agevolata dalle nostre insufficienze. I cinque aeroporti del (Malpensa, Linate, Orio al Serio, Montichiari e Villafranca, che è in Veneto, ndr) dovrebbero avviarsi velocemente verso una strategia di integrazione, quantomeno industriale. Le società di gestione sanno bene di dover aggiornare il modello di business in un mercato che è ormai ipercompetitivo».

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